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La famosa "Fessura della Disperazione " |
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Qualsiasi commento a questa struttura potrebbe essere veramente superfluo e banale. Le impressioni che ho avuto io arrivando alla sua base sono state quelle della perfezione. Una roccia fatta per essere scalata, che invita a farlo, poi certo bisogna avere ancora le "palle" per farlo proprio perchè è talmente splendida la roccia che sarebbe stato proprio un peccato forarla dove essa consentiva la protezione. Un ambiente epico assolutamente da non mancare.
Accesso:Da Courgnè ingresso stradale della valle, si segue la statale per Ceresole Reale, superato Pont Canavese, Sparone, Locana si prosegue per Rosone e infine si giunge a Noasca. Si prosegueper Ceresole Realea superando i quattro tornati e si imbocca la galleria, alla fine della quale si svolta a sinistra (cartello campeggio) e in breve al cospetto dell'imponente parete del Sergent. Punti d'appoggio: Il comodissimo campeggio "La Peschera" posto proprio a due minuti dal sentierino d'accesso al Sergent. Ottima vista sulla parete. Tel. 0124/629259 - 0124/953222
NautilusBellissima arrampicata, varia e mai banale, una delle più ripetute del Sergent. Offre passaggi molto belli, come la fessura del primo tiro, il caratteristico camino del terzo e l'ostico diedro del quinto. Salita sempre su roccia eccellente e molto gratificante. Prima salita: A. Giorda, R. Perrucca e M. Oliengo nel 1982 Difficoltà: TD-, max 6a, 5a/A1 obbl. Sviluppo: 270 m Attrezzatura e materiale: Una serie di nut e friends sino al 4. Due corde da 50 m. La via è facilemnete proteggibile con il materiale sopra riportato, ma per il sesto tiro, è utile avere con se uno o due chiodi a V oppure friends Camalot 0.3/0.4, essendo la fessura larga circa 16 mm. Io ho trovato il tiro schiodato e senza nemmeno lo spit che presumevo ci fosse. Si passa anche con un gioco di nut, ma avendolo ho preferito piantarci un bel chiodo. Esposizione: sud-ovest Attacco: Noi abbiamo seguito il sentiero d'avvicinamento al settore centrale del Sergent, deviando dopo il Lost Arrow a destra sino a giungere alla base del settore destro, dove è presente la via. Sembra ci sia un avvicinamento più diretto che non abbiamo considerato, riporto per completezza entrambi.
Relazione: L1: attaccare sotto la netta fessura ad arco. Salire per buone prese sino a prendere la fessura, seguirla prima a destra poi verticalmente (5b - friends 3,5/4) quando diventa più larga ci si incastra all'interno con la gamba destra e si raggiunge un comodo terrazzino. Superare una nuova fessura verticale ma appigliata (friends 2,5/3) e raggiungere il terrazzo soprastante. Sosta su spit. L2: per balze e saltini raggiungere la base di un evidente diedro sulla destra (1 ch ). Il diedro è verticale, molto bello e ben appigliato (4c) essendo solcato da due nette fessure e ben proteggibile (friends 2/2,5) sino a che si esce ad una placca dove si trova la sosta a spit. Qui sono possibili varie soluzioni.
L3: raggiungere il bordo del camino con una bella traversata a sinistra (5a) sino ad entrare nel camino. Seguirne il fondo sino a superare alcuni sassi incastrati. Scalare ora il camino verticale per 5/6, faticoso ma molto bello (4c), sino a che alcuni massi incastrati ne bloccano l'uscita, andare a destra per una comoda cengia (1 ch vecchio) che permette di uscire dal camino salire la placca sfruttando il bordo del camino (1 spit). Continuare per balze verso destra sino a raggiungere un diedrino (4c) seguito da una placca (1 spit) che dà acesso alla sosta. L4: procedere a destra per facili lame ( 1 fix senza piastrina ma con il bullone ...) sino a superare (4c) una fessura verticale (friends 2/3/3,5) che adduce alla cengia. Sosta su alberi. Questo tiro è facilmente concatenabile con il precedente. Dalla cengia si prosegue a destra per tracce per circa 60/70 m andando in direzione di una evidente zona di tetti con a destra un bel diedro. L5: il tiro attacca in prossimità di una evidente cengia ascendente da destra verso sinistra spit visibile sopra la cengia. In realtà il percorso originale sale il diedro nerastro a sinistra sullo spigolo poi traversa a destra e si congiunge due metri sopra la cengia, come si nota dallo schizzo presente su Rock Paradise. Ma così facendo si avrebbe un forte attrito sulle corde, con la possibilità di rimanere impiccati. Superata la cengia con lo spit salire per diedri e lame, deviare a sinistra superare una placca (4c) e procedere ancora a sinistra sino ad un comodo diedro che si segue per lame e fessure alla fine del quale (1 spit) ci si innalza su un muretto (4c) e si giunge in sosta alla base del bel diedro. L6: Attaccare il diedro, che presenta i primi metri facili (friends 2) dopo segue una sezione verticale dove il diedro è solcato da una fessura da dita sul fondo. Il passaggio è bello duro (6a) e sprotetto (possibilità di usare qualche nut piccolo o friends più piccoli dell' 1,5 che non entra ovviamente... o meglio un buon chiodo a V). Salire sfruttando la fessurina per 4/5 metri (friend incastrato sopra il ciuffo d'erba) raggiungendo una zona più facile dove è presente uno spit (!?!). Traversare a sinistra in direzione dell'evidente albero sfruttando una cengetta. Affrontare la bella fessura verticale (friends 2,5/3) più dura all'inizio (5c) sino ad uscire a sinistra per lame superando un'ultima fessura (friends 2,5). Sosta su spit con anello di calata. L7: Superare lo strapiombetto (spit) non facile uscendo in placca (5a). Prosguire per terreno più facile verso sinistra ad una radice e puntare verso gli evidenti alberi sulla sinistra. L8: La maggioranza delle cordate si fermano alla S7, questo tiro di solito non viene fatto, essendo di roccia non ottima e poco interessante. Così ho fatto anche io.
Discesa: In doppia lungo la via. Dalla S7 ci si cala con una doppia da 60 (anche 50 dovrebbero bastare) sino alla base della parte superiore. Ritornare nei presi dell'uscita della parte inferiore e andare a destra (spalle alla parete) sino a reperire alcuni ometti vicino ad un canale. La sosta è posta qualche metro sotto gli ometti su cordini con mallion. Con una calata da 50 m si arriva agevolmete alla base del canale, dove si svolge Elisir d'Incastro, quindi in breve per tracce agli zaini.
Bibliografia:"Alp GM n° 4 - Gran Paradiso" Luglio 2001 "Rock Paradise" Arrampicate classiche, moderne e sportive nelle valli del gran Paradiso - M. Oviglia - Ed. Versante Sud - 2000 "Alp n° 174" Ottobre 1999 "Gran Paradiso e Valli di Lanzo" Le 100 più belle ascensioni ed escursioni - G.C. Grassi - Ed. Zanichelli 1982
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