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Partiamo da quello che riporta la storia: costruito intorno lanno 1000 dai Vescovi di Tortona a difesa della Via del Sale, venne ceduto nel 1050 ai marchesi di Gavi. Il primo documento certo che parla di questo insediamento, però, risale al sec. XIII quando ne era padrone Opizzone della Pietra. Successivamente appartenne agli Spinola, fino al 1518, passando di proprietà dagli Adorno ai Botta Adorno e infine ai Cusani Visconti Botta Adorno, ultimi proprietari prima che fosse messo a fuoco dalle truppe Napoleoniche. Si arriva così al 1979, quando la famiglia Beroldo lo dona al Comune di Vobbia che, negli anni ottanta, intraprende unardita e ben riuscita opera di restauro. Attualmente il Castello è visitabile. Come ogni castello che si rispetti anche il Castello della Pietra è teatro di misteriose leggende, ma non ha certo bisogno di fantasmi o spiriti maligni per affascinare chiunque lo voglia conoscere più da vicino. La sua posizione a due passi dal cielo, le rocce che lo contornano e la stretta valle in cui si trova incassato sono elementi già di per sé sufficienti a stimolare la fantasia dei suoi visitatori. Il suo aspetto così lontano dallideale di castello alla quale la nostra immaginazione solitamente ci riporta, suscita, nellosservatore più sensibile, un vago timore, retaggio del ben più grande terrore che doveva incutere agli abitanti della zona nel suo periodo di massimo splendore. Lassenza di torrioni, merli, ponti levatoi non rievoca fiabe e leggende con dame draghi e cavalieri per protagonisti, ma cronache di soprusi, taglieggiamenti, uccisioni e torture. La prima volta che lo visitai era un giorno destate e dopo la breve salita lungo il sentiero che parte dalla carrozzabile, mi addentrai tra le sue mura insieme ad altri visitatori domenicali. Ben altra impressione mi fece quando, qualche anno dopo, tornai con Francesco. Non una visita passiva alle antiche mura di un castello, ma arrampicare in uno scenario unico con il quale volevano interagire giocando sulle rocce. La giornata non era lideale per lattività allaria aperta essendo pieno inverno, con la neve presente nelle zone dombra e la nebbia che avvolgeva ogni cosa. La sorpresa giunse quando, arrivati a pochi metri dallentrata, appena fuori la linea del bosco, il Castello ci accolse emergendo dalle nebbie silenzioso, sinistro, incastonato tra gli alti speroni di conglomerato. Sulla guida che avevamo con noi erano riportate le relazioni dalcune vie e ferrate, ma la ricerca dei chiodi era resa difficoltosa dalla formazione della roccia e dalla scarsa visibilità. Dopo uno snervante andirivieni sulle pareti (senza assicurazione ovviamente) decidemmo di desistere e di rifugiarci sulle meglio conosciute Rocche del Reopasso. Mesi dopo il TAM TAM degli arrampicatori della nostra zona ci riportò che tutta lattrezzatura di chiodi e ferrate era stata rimossa ormai da tempo. Quel giorno arrampicammo lo stesso, e questo era importante, ma non fummo dispiaciuti più di tanto del fatto di non averlo fatto al Castello della Pietra, poiché comunque avevamo vissuto un incontro speciale con un testimone di unaltra epoca che in qualche modo ci ricordava che, nonostante fossero passati tutti quei secoli, era ancora inespugnabile.
Accesso:Autostrada A7 Milano-Genova uscita al casello di Isola del Cantone. Di lì proseguire lungo la SP n°8 per Vobbia. Dopo 7 KM si giunge alla base dei torrioni su cui poggia il castello visibile dalla strada in alto a destra. A bordo della strada si trova una casa isolata un volta osteria del Castello della Pietra. Accesso alla zona Nord: vicino alla partenza della teleferica di servizio al castello passare per il costruendo parcheggio auto. Proseguire per tracce di sentiero, attraversare il torrente e seguire gli ometti. (10 minuti) Accesso alla zona SUD-OVEST: passare il ponte stradale e dopo 50 metri entrare nel bosco. Per tracce di sentiero giungere fin sotto le rocce. Questo settore è raggiungibile anche dalle vie della zona NORD. (15 minuti) Accesso alla zona SUD: seguire le indicazioni del sentiero che porta all'entrata al castello. Sotto all'ultima scalinata piegare a sinistra per cengia fino all'attacco. (20 minuti) .
L'affilato spigolo del torrione settentrionaleParte AlpinisticaVIETATO ARRAMPICARE DAL 1° MARZO AL 15 LUGLIO Zona Nord:METEORIX 120 metri 5 tiri max 6b, 6a obbl. L1 20 m 5a/5b; L2 25m 5/5b; L3 25 m 6a/6a+; L4 30 m 6a+/6b; L5 20 m 4 MONTSERRAT 65 metri 2 tiri max 6a+, 5c obbl. L1 30 m 6a/6a+; L2 35 m 5/6a Zona Sud-Ovest:4 monotiri: 20 mt. 5b; 30 mt. 6a; 25 mt. 6a; 30 6a Zona Sud:DIRETTA 50 metri 2 tiri max 6c, 5 obbl. L1 30 m 6a/6c/5/6a; L2 20m 6a/6c/6a MISTER BRASATO 60 metri 2 tiri max 6b L1 30 m 6b; L2 20 m 6b Torrione Est: CAMINETTO 65 metri max 6b L1 30 mt. 4; L2 35 mt. 6b SPIGOLO EST vedi disegno (tra un pò sarà disponibile ... )
Vorremmo spendere due righe per ringraziare vivamente il carissimo amico Ennio: archeologo, letterato, musicista, storico e radioamatore. E dalla sua infinita conoscenza che abbiamo ricavato i contributi storici e geologici di queste pagine. Chi fosse interessato alla storia della Valpolcevera, Valle Scrivia ed entroterra Ligure, dalle civiltà neolitiche al dopoguerra, non ha che da mettersi in contatto con lui che sarà felice di soddisfare ogni vostra curiosità. Per farlo basta chiedere al Civico Museo di Savignone, con il quale collabora molto spesso, oppure telefonargli direttamente a casa allo 010 781219.
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