Campanile di Val Montanaia

 

Paolo e il Campanile

 

 

Introduzione:

Luogo mitico e ricco di storia. La prima salita fu effettuata tramite un astuta bevuta in osteria ... Scoprii questi luoghi prima nel mio immagginario tramite i bei racconti di Mauro Corona, poi la storia della diga del Vajont rivisitata dal bravo Paolini. Ci infine capitai nel lontano 2001 per caso conoscendo anche il burbero Mauro, che vedendoci vestiti da scalcinati alpinisti ci aprì la porta del suo laboratorio e della sua palestrina con le prese fatte da lui in legno... Insomma un luogo che incanta sia per storia, per leggenda e anche per le rocce che ne contornano il paesaggio. Un luogo incantato segnato dagli uomini, ma fermatevi a chiaccherare con un ertano e scoprirete che non sono così rudi come vogliono far apparire.

Cosa dire del Campanile, è bello, è isolato, svetta incontrastato in mezzo a un circo di vette, la via normale di salita è abbordabile ... insomma una di quelle cime che prima o poi avrei dovuto salire. In questo mi aiutò Paolo, la sua attività prevalente in dolomiti e il suo bel camper che ci ospitò nel bel mezzo della val cimolaia. Certo da genova il viaggio è luongo, ma se fermarsi qualche giorno in più per scoprire altri aspetti di questi posti che hanno un non so che di fiabesco e incantato, grazie ai racconti di Mauro, meriterebbe proprio.

 

Via Von Glanvell-Von Saar

Prima salita:

V.W. von Glanvell e K.G. von Saar il 17 settembre 1902

Impegno:

Una storica via in stile "dolomiti" con 290 m di sviluppo, parzialmente attrezzata in modo tradizionale ma con sicure soste con anelli cementati.

Difficoltà: D

III, IV, 1 passo di V-

Materiale:

Due corde da 50 m, cordoni, nut e qualche friend

Piaceri:

Per chi abituato alle rocce dell'ovest è un'ottima opportunità per scoprire l'est. La via è piacevole, la cima è un ottimo belvedere sulla zona.

Punti di Appoggio:

Rifugio Pordenone, 1249m. Tel.0427 87300, apertura: 15 giugno - 30 settembre - 60 posti

Accesso:

Da Longarone (BL), dirigersi verso Erto (PN) e poi Cimolais (PN). Da Cimolais, imboccare la strada per la Val Cimoliana e percorrerla fino al Rifugio Pordenone (1205m). È possibile percorrere la strada a piedi, in 3,30 ore, oppure in auto; la strada è lunga ).
13 chilometri con guadi e fondo ghiaioso (€ 5,00 - Pedaggio Comunale nel periodo estivo

Dal Rifugio Pordenone per sentiero (segnavia n° 353) in circa due ore alla base del Campanile. Per i facili gradoni e cenge erbose della parete est, ci si porta al centro della parete sud, alla base di una evidente fessura-camino (chiodo). L’attacco è posto a 1970m.

 

Via di salita:


Relazione tratta, e in parte integrata, da Planet Mountain (www.Planetmountain.com) a cui rimando per recuperare il comodo e ben fatto schizzo

1 - Salire, inizialmente, per le rocce a destra della fessura camino uscendone a sinistra per sostare su comodo terrazzino (anello cementato). 25m; III+, 1 passo IV-
2 - Traversare per pochi metri a sinistra per attaccare un breve strapiombo nella parte più abbordabile con ottime prese (IV, chiodo) e proseguire per parete articolata (1 chiodo) fino alla base di un camino aperto (sosta su anello cementato), sosta in nicchia. 35m; III, 1 passo di IV.
3 - Salire lungo il camino per 10 metri circa (1 chiodo, ma si incontra anche una sosta a spit) e uscire a destra lungo una cornice che va percorsa in traversata. Continuare fin quasi allo spigolo est (sosta su anello cementato, poco più in alto). 45m; IV, III, II
4 - Si attacca da qui il sovrastante muretto salendo, verso sinistra, la facile quinta a gradoni che porta al pulpito Cozzi, sotto l'evidente "fessura Cozzi" (sosta su anello cementato). 30m; I, II
5 - Salire la breve ma liscia fessura (V-; 6-7 metri; nessun chiodo ma proteggibile con un friend medio e con uno spuntone in uscita) arrivando alla sosta con due chiodi da roccia, posta leggermente sulla sinistra. 10m; V-, IV
6 - Traversare orizzontalmente a sinistra (ignorare il chiodo 3m sopra la sosta) per stretta cornice superando lo spigolo e proseguendo fin sotto ad un evidente camino. Sosta in una nicchia (2 chiodi; sosta su anello cementato). 25m; II
7 - Questo è il famoso "camino Glanvell". L'esposizione è veramente notevole, ma nel complesso un bel tiro. Il camino è inizialmente strapiombante e in fessura (IV, 1 chiodo) ma diviene ben presto più semplice (friend incastrato) finchè non si arriva al largo ballatoio detritico sotto la cuspide finale. Proseguire in parete salendo in obliquo, verso sinistra, fino ad un anello cementato. 40m; IV, III
8 - Proseguire per la parete sovrastante, articolata e non difficile, fino ad un anello cementato. 40m; III
9 - Continuare in parete articolata fino alla vetta dove si trova la famosa campanella (anello cementato). 70m; III.

Discesa:

Dalla cima (anello cementato) si scende seguendo la direttrice della via di salita con due calate (25m e 40m) fino al ballatoio. Da questo, traversando per sentiero verso nord, si arriva ben presto alla terza doppia. È la celebre "calata Piaz", (37m), in parte nel vuoto, che porta ad una lista di rocce gradinate. La si segue verso nord in leggera discesa, fino ad una evidente spaccatura, da cui si scorge l'ultimo ancoraggio, per la calata finale, di 20m. Con questa calata si raggiunge un intaglio. Scendere verso est per canalino detritico e raggiungere il sentiero 353.

 

Cartografia e bilbiografia:


Tabacco 1:25000 n. 21

"La prima ascensione del Campanile di Val Montanaia" - da www.intraisass.it

"Il volo della martora" - M. Corona - Vivalda

 

 

 

 

Erto e il Toc

 

La natura non ha confini ...

 

La val Montanaia

Paolo sul primo tiro

 

e a passeggio per le cengie mediane

 

Francesco sui tiri finali ...

... e alla campana di vetta !

e basta con questa campana !!!

 

Foto di rito

 

e alla prima calata

 

la famosa Piaz

 

Potrebbe essere punta Toro ? Cmq sia molto interessante