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Il Bric Camulà sulle cui pendici si possono intravedere i tre crestoni
Introduzione:
I crestoni sono tre, quello di sinistra e di centro si congiungono in prossimità della vetta, mentre il terzo è completamente indipendente e leggermente più difficile. Non certo da sottovalutare anche se parliamo di IV/V grado non sempre si riesce a piazzare una buona protezione. La possibilità di evitare le difficoltà comunque non mancano, si può quindi scegliere l'itinerario più congeniale.
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Accesso:Da Arenzano verso Cogoleto, dopo la discesa che porta al rettilineo che immente in Cogoleto si svolta a destra, esattamente dalla Stoppani, verso Lerca. Si prosegue sino ad arrivare in paese. Quando superate le case la strada svolta a sinistra verso Sciarborasca si procede diritti e subito a destra per una stretta stradina che porta al campeggio S. Anna. Si prosegue ancora per un chilometro al massimo sino ad incontrare un primo slargo sulla sinistra e uno successivo a destrsa dove attacca il sentiero. Seguire il segnavia due strisce rosse che in poco meno di un'oretta porta ad una evidente pietraia in corrispondenza dei crestoni. Ometto in posto.
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Crestone di destraDislivello: 300 m ca. Difficoltà: AD Attrezzatura in posto assente Portare: cordini, nut e qualche friend. Chiodi necessari se si intende affrontare i passaggi più difficili C'è da sottolineare che la qualità della roccia sul versante nord-est non è per nulla buona, anzi si presenta a tratti rotta e mal accetta friend e nut, quindi per superare i tratti più difficili è utile avere dei chiodi a lama e universali. Sul versante esposto al sole la roccia è più carina rugosa e generosa, ma la presenza di liste e lame orizzontali non consente sempre un buon posizionamento delle protezioni veloci. Risalire la pietraia tenendosi sulla destra sino a raggiungere i primi contrafforti del crestone. L'itinerario non è mai obbligato è vagamente segnato con bolli di vernice bianca nella parte inferiore, mentre è ottimamente segnato nella parte superiore. Il primo gendarme che si presenta necessita il superamento di un tratto strapiombante, chiodo marcio alla base, agevolmente si devia a sinistra. Proseguendo si giunge ad un diedro abbattuto che adduce ad un altro gendarme. Il superamento diretto richiede la chiodatura, a sinistra si presenta un vago e umido diedro, ancora a sinistra si evita il gendarme per placca o per un diedrino pieno di rovi. Dopo una facile ma aerea traversata, le difficoltà concedono la possibilità di proseguire di conserva o slegati (meglio) sino in vetta superando facili saltini molto divertenti. Gli altri due crestoni non differiscono nelle difficoltà molto da questo. Discesa:Giunti in vetta si seguono gli ometti e le freccette rosse che conducono ad un sentiero, segnato con un bollo rosso. Lo si prende a sinistra e comodamente conduce a Lerca esattamente da dove si è partiti.
Bibliografia:" I monti del mare" - M. Picco e G. Pastine - Ed. Tamari Montagna
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