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via Originale
Venerdì 18 Gennaio 2002 |
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Eccoci qui dinuovo bardati come alpinisti mentre corriamo insieme alle tenebre verso una nuova avventura. Questa volta la scelta è caduta (molto pilotata) sul Martinet 150 metri gradata TD- , per l'occasione abbiamo appesantito il nostro equipaggiamento con due nuovi chiodi un Laser ed un Grivel. Ieri sera dopo aver letto e riletto la relazione ho scritto: " E' sempre particolare la sera prima di affrontare una cascata, leggi e rileggi la relazione, pensi valuti, conti le viti, affili i ramponi, le picche ma tutto ciò non serve a ricacciare quel senso di riverenza, quella paura che comunque ti assale. Riuscirò a superare il tiro chiave di 50 metri con i miei 6 chiodi? Sarà come l'ultima volta o mi cagherò di più? Ci saranno dei bei riposi? Ce la farò? Tutti questi dubbi dormiranno con me stanotte, forse mi punzecchieranno ancora un pò. Ma domattina loro resteranno al caldo sotto le coperte mentre io sarò già in viaggio con ramponi, picche e mente sul bel ghiaccio ! Notte " Giunti a Chianale la vista sull'anfiteatro del Martinet non è delle più incoraggianti, non mi sembra ci sia un ottimo ghiaccio, anzi c'è ne pochino, andiamo a vedere al massimo torniamo indietro ... sono timoroso. Avvicinamento comodo, vista la meravigliosa assenza di neve. Giungiamo sotto al primo saltino di 10 m, non ci leghiamo e passiamo a sinistra dove è meno ripido sui 55°. Il ghiaccio è duro, le picche entrano male e rompono molto, dando una brutta sensazione di precarietà, tribolo cominciamo bene !!! Arriviamo sotto al primo vero salto, 30 m con pendenze sui 65-70°. Parte Andrea a sinistra il ghiaccio qui è più poroso ed essendo anche più ripido ci si diverte. Andrea sale bene, tribola con i chiodi, anche se a parer mio si fida troppo anche quando le picche non sono piantate benissimo. Segue un traversino a destra che adduce al tratto più abbattuto del tiro. In uscita un bel pezzetto di torrente è in piano. Qui noto come ci sia poco ghiaccio, l'ultima volta che venni esisteva un traverso su un laghetto ora completamente assente. Arrivo fin sotto il bellissimo tiro nell'anfiteatro, incute gran timore e non solo. La cascata è formata anche se sul lato destro non c'è molto, mentre al centro il ghiaccio è ben compatto e verticale. In alto una specie di colonnino spunta scendendo e dividendo in due la colata. A destra c'è la via Originale, la nostra, al centro La Tromba (TD+), a sinistra c'è la variante fatta all'epoca del corso. Molto ben formata è Bianca Sirena, mentre la colata di sinistra è in pessime condizioni con ghiaccio brutto e marrone, lo Scudo è piccolo circa 15 metri. Torniamo alla nostra via. La sua vista è invitante sembra una bella scalinata, un pò troppo verticale, ma ben gradinata. Parto e subito le picche entrano bene, supero un piccolo murettino con ghiaccio sottile, circa 10 cm, chiodo prima del passo giungendo alla base della bella placconata. Qui salgo bene, man mano mi sembra che la colata si raddrizzi troppo, chiodo e mi riposo. Andrea mi dice che avrei dovuto metterlo più in alto... Riparto piazzo altri due viti e comincio ad essere stanco il sinistro fa spesso cilecca. Mi prendo un bello spavento, piantando le picche vicine con conseguente rottura del ghiaccio tutto intorno, rischiando di rimanere con le picche conficcate in aria. Comincio ad andare in affanno, iperventilo molto, comincio ad essere più esigente sulla picca, così picchio molto di più e di consguenza mi stanco anche molto di più. Salgo sino a circa 45 metri. Sulla destra ho delle buone tacche, ma il ghiaccio è più sottile addossato contro la roccia, sulla sinistra il ghiaccio è più spesso ma più verticale e meno lavorato. Dato lo stato di stanchezza e valutando la distanza dall'ultimo chiodo decisi per la destra dove superato un tratto di 5/6 metri giungerò ad una zona più abbattuta e infine alla sosta. Qui però tentenno molto, le picche entrano male per i miei canoni del momento, praticamente la sinistra è discreta mentre la destra è in aggancio in un buco dello spessore di 3/4 cm. Tornare indietro è ancora possibile avendo piazzato l'ultimo chiodo qualche metro sotto. Andrea consiglia di scendere, poveraccio è sotto da un pò e si è beccato qualche bel tocco di ghiaccio, io replico che superato il muretto sono fuori, alla fine mi alzo ora scendere non si può più. Tribolo molto, non oso pensare ad un volo, sono in piena angoscia e decido di forzare tutto a destra contro le rocce, dove individuo uno spuntone dove poter girare un cordino. Oltre le picche pianto anche i denti nel ghiaccio, non voglio volare, salgo spinto dal timore di cadere e dall'impossibile ritirata, posso solo uscire. Giungo alle rocce affioranti mollo la picca destra e salgo a diedro con rampone e picca sinista sul ghiaccio e rampone e mano destra sulla roccia (Bubu !?!) Arrivato allo spuntone piazzo il cordino e mi rilasso oramai l'ultimo chiodo era troppo lontano. La corda sta finendo e Andrea mi ordina di appendermi per salire un pò. Il mio amico spuntone non è dei migliori e praticamente non mi appendo, non mi azzardo a testarlo che resti se deve come il famoso chiodo morale di Comici. Finite le operazioni di corda riparto ancora un pò teso ma essendo giunto sul facile mi rilasso non poco e tirando la corda giungo finalmente in sosta. Bacio la roccia e comincio subito a recuperlo, pensando che abbia piacere a scaldarsi un pochino. Fatico anche a recuperare le corde. Quando arriva lo fotografo e ci riposiamo qualche minuto, poi lo carico per il salto successivo. Altri 30/35 metri con tratti a 70° Bello il murettino iniziale dove le picche entrano come nel burro traverso a destra ed uscita su un diedrino-pilastrino di ghiaccio molto carino. Finalmente è finita !!! Sono uno straccio ci mangiamo la cioccolata e scendiamo giù per il comodo sentiero.
Francesco lungo il sofferto tiro
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Ripensando oggi a quella giornata non posso non pensare a quante cazzate facemmo e come tutto sommato uscimmo dignitosamente. Almeno io ero molto siddisfatto di aver fatto quella via, l'ho patita certo ma era ben al di sopra delle nostre capacità del momento, fatta poi con solo sei chiodi, noi che se a Finale non abbiamo lo spit sotto il culo non ci alziamo nemmeno !!! e con i problemi dovuti alle corde corte... insomma tutto filò bene ma per fortuna, da lì imparai a valutare meglio le cose e comprai anche altri due chiodi !!! Francesco
Andrea in uscita dal tiro centrale
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