
Chiaramente non ci assumiamo responsabilità su errori e valutazioni sbagliate, gli itinerari segnalati sono stati ripetuti da noi, quindi ripetibili dalla maggior parte delle persone. Alla fine trovate comunque una bibliografia utile.
Prima salita: G. Ghigo e P. Marchisio 23/2/1980
Difficoltà: TD- Dislivello: 150 m - Esposizione: Nord - Quota: 1950 m
Avvicinamento: Da Chianale 1800 m si attraversa il torrente e si sale per prati verso l'evidente gola.
Itinerario: Nel 2002 non vi era molto ghiaccio il primo tiro non era in condizione siamo saliti per gobbe con pendenza max 65° molto discontinuo. In buone condizioni ci sarebbe un bel salto di 30 m (70°). Si risale il torrente sino a raggiungere una strettotia con piccolo saltino. Questa è la porta d'entrata della conca del Martinet. La via Originale segue la colata sulla destra con un bellissimo tiro di 55 m (Portare corde da 60 !!!) con pendenza a 80° abbastanza continua. Sosta su spit con catena. Il tiro successivo permette di riprendere fiato 30 m (65°)
Discesa: In uscita piegare a destra verso tracce, in breve si incontra un sentiero che porta alla base della gola. Ottimo panorama sulle colate.
Commento: : Bella, continua e duretta, mi fece patire (avevamo solo 6 viti). Nella parte finale spiana leggermente. Tiro così lungo e continuo non può proprio mancare, indimenticabile.
Informazioni: Come per tutte le colate della valle ottimo riferimento è il Rif. Savigliano tel. 0175950178 - 0172711281
Prima salita: N. Margaria (solo) e G.C. Grassi con S. Stohr 3/1/1987
Difficoltà: TD Dislivello: 50 m - Esposizione: Nord - Quota: 1950 m -
Avvicinamento: Vedi Martinet via Originale
Itinerario: Supera la colata a sinistra della Tromba. La parte iniziale è costituita da un muro verticale alto una decina di metri, proseguire con ascensione verso destra su cavolfiori dove la colata si abbatte leggermente sino a in sosta.
Discesa: Vedi Martinet via Originale
Commento: Duretta in particolar modo il primo tratto.
Prima salita: G. Ghigo e P. Marchisio 23/2/1980
Difficoltà: TD Dislivello: 40 e 50 m - Esposizione: Nord - Quota: 2200 m
Accesso: Dall'uscita delle colate del Martinet con percorso verso nord pressochè piannegiante si giunge in 10 minuti ad altre due colate
Itinerario: La cascata di sinistra è la principale ed anche la più interessante. La prima parte è abbattuta ma dopo pochi metri si verticalizza formando un nicchia con uscita a sinistra molto bella ed esposta in un piccolo diedrino di ghiaccio (80° - 90°)
Discesa: Tornare all' inizio del pianoro e seguire la discesa comune con le altre vie del Martinet.
Commento: Bella ideale continuazione della salita alle colate inferiori.
Prima salita: ignoti
Difficoltà: II/2 AD Dislivello: 45 m - Esposizione: nord-nord-est - Quota: 1950 m
Avvicinamento: Come per le altre colate della gola del Martinet, giunti nell'anfiteatro la goulotte è posta all'estrema sinistra
Itinerario: Si sale la stretta goulotte, nei primi metri ben incassta, superare alcuni rigonfiamenti sino ad andare a sostare su alberi. Proseguire per pendii nevosi verso destra giungendo all'uscita delle colate dell'anfiteatro.
Discesa: per sentiero come per l'originale del Marinet.
Commento: Facile e divertente alternativa alle colate più difficili dell'anfiteatro.
Prima salita: R. Isaia e P. Marchisio 18/12/1977
Difficoltà: D+ Dislivello: 110 m - Esposizione: Nord - Quota: 1900 m
Avvicinamento: dall'abitato di Celle di Bellino, attraversare il torrente Varaita, su un onte e per evidente traccia si risale il pendio che adduce alla cascata posta nell'evidente forra (30 min.)
Itinerario: Attacare il primo salto sia a destra sia a sinistra con simili diffcoltà (3o metri 60/70°). Sosta su chiodi a sinistra. Risalire il canale nevoso sino a bel salto principale. Alto 50 metri presenta una parte iniziale facile, seguita da un bel murettino a 85° per 6/7 metri. Dopo la pendenza diminuisce, senza tuttavia perdere interesse (70°) sino ad uscire sulla sinistra per un vago diedrino. Sosta posta sull'unico albero degno di tale nome posto a sinistra 5/6 metri dopo l'uscita. Consigliabili corde da 60 metri oppure si sosta su ghiaccio in uscita. Il terzo tiro si presenta facile con qualche gobba più simpatica (35 metri 65°) sosta su grosso larice a destra. Adesso si risale il canale nevoso, con all'inizio ancora qualche tratto ghiacciato, per circa 60 metri sino al termine della forra.
Discesa: In uscita traversare a destra, poi salire a sinistra sino alla cresta, dove si scende verso sinistra in un ampio pendio che conduce in breve al torrente. Superare un ponticello e continuare sulla strada asfaltata verso valle sino a reperire l'auto
Commenti: Bellissimo ambiente, si scala con alle spalle il Monviso. La forra è molto suggestiva. Difficoltà concentrate sul tiro centrale molto bello. Merita sicuramente una visita.
Prima salita: Ramo destro: P. Giusta, E Cordero, S. Rossi, D. Murazzano, F. Botto, F. Bausone e G. Mongardi 18/1/1981; Ramo sinistro: G. Ghigo e D. Tallone 12/1981
Difficoltà: AD+ Dislivello: 250 m - Esposizione: Nord - Quota: 1250 m
Avvicinamento: Superato Sampeyre si incontra l'abitato di Torrette, tralasciare la prima indicazione e svoltare a sinistra alla seconda, parcheggiare l'auto nei pressi. La colata si nota bene tornando sulla strada provinciale da cui si possono vedere i tiri superiori, la colata a destra è Chandelle Ga'Stok 90°. Salire in direzione del torrente che costituisce la colata, in breve si giunge ai primi timidi pendii ghiacciati.
Itinerario: La colata è costituita da sei salti principali, comunque molto discontinua si cammina molto tra un salto e l'altro. Noi percorremmo solo cinque salti dei sei descritti. Il primo salto è costituito da una facile rampa 20 m. Il secondo alto 30 m presenta passaggi sui 65°. Il terzo salto interessante 25 m 70°. Il quarto presenta passaggi a 75° alto 30 m. Successivamente incontrammo passaggi corti e molto discontinui. Quinto salto 25 m. Essendo alle prime armi le manovre di corda fatte anche dove era meglio procedere di conserva ci sfiancarano. Giungemmo al Sesto salto alto 20-25 m con partenza verticalotta, ma soprattutto presentava nella parte più abbordabile ghiaccio a mio parere un pò sottile. Desistemmo aggirando la colata a destra per boschi e infine dopo aver salito qualche altra gobbetta Tagliammo a sinistra per rientrare alla macchina.
Discesa: Noi all'uscita non trovammo nessun sentiero di discesa ma dicono ci sia... lo incontrammo solo quando eravamo già bassi. Comunque per chi sarà più accorto di noi dall'uscita traversare ad est (sinistra) oltre un rio sino a reperire un sentiero che riporta a Torrette.
Commento: consigliabile a chi voglia prendere confidenza con l'elemento, difficoltà evitabili, ambiente suggestivo.
Prima salita: R. Fanizza e P. Marchisio il 26 Gennaio 1980
Difficoltà: D+/TD (II/5-) - Dislivello: 110 m - EsposizioneNord - Quota: 1650 m
Accesso: Dal parcheggio di Pontechianale, dirigersi verso gli impianti di risalita di Pineta Nord, la gola è ben visibile alla destra degli impianti. Per evidenti tracce in 15 minuti.
Itinerario: La gola inizia con due salti in goulotte a 60/65° sino a pervenire nell'anfiteatro dove sono racchiuse varie colate. Pineta Nord è la più evidente al centro. Attacare la parte inferiore con passaggi a 85° sino a giungere sotto il salto stalattitico 85/90° con varie possibilità di salita. Di solito si sale sul centro destra superando un bel muretto verticale. Sosta a spit. Salire ora la parte superiore sui 60° andando a terminare la colata sui pendii nevosi superiori.
Discesa: Traversare a destra per una cengia che dà accesso al comodo sentiero che conduce alla base dell'anfiteatro. Da questo scendendo sempre a destra si ritorna alla base della gola.
Commenti: Bella colata, con un bel tratto impegnativo.
Prima salita: S. Rossi e G Tomatis il 7 Febbraio 1988
Difficoltà: D+ (II/3+) - Dislivello: 30 m - Esposizione Nord - Quota: 1750 m
Accesso: E' posta nell'anfiteatro di Pineta Nord sulla sinistra.
Itinerario: Un tiro con partenza più complessa intorno 80/85° per poi abbattersi si ghiaccio a 70°.
Discesa: Sulla destra orografica o meglio in doppia essendo presente la sosta a spit alla base di Mistero il tiro superiore.
Commenti: Colata divertente.
Prima salita: M. Conti e M. Becciu 15 Febbraio 2006
Difficoltà: TD (II/5) - Dislivello: 40 m - Esposizione Nord - Quota: 1750 m
Accesso: E' la bella proboscite all'estrema sinistra dell'anfiteatro di Pineta Nord.
Itinerario: Salire la prima parte sulla sinistra evitando le formazioni a cavolfiori, pervenendo ad una rampa che da accesso alla candela. Superarla 8/10 m verticali e continui con pochi riposi. Sino a che la pendenza diminuisce e si giunge tra qualche arbusto, sosta attrezzata su alberi a sinistra.
Discesa: In doppia sulla via.
Commenti: Colata molto interessante e bella.
Prima salita: G.C. Grassi, G.P. Meda, M. Motta e A. Vespa il 4 dicembre 1983
Difficoltà: D (II/3) - Dislivello: 200 m - Esposizione Est - Quota: 2200 m
Accesso: Da S. Anna di Bellino si segue la mulattiera che risale al pianoro del Ceiol. Le colate dell'anfiteatro della ciabriera sono ben visibili dal parcheggio. Black Marasma è a sinistra del Limo Nero.
Itinerario: Si sale un bel muretto a 80° poi si continua nel canale per 90 m sino al salto più importante. Si sale al centro con pendenze 75° per 50 m. Si risale una bella goulotte 65/70° sino alla sommità dell'alpipiano.
Discesa: Traversare a sinistra sino a giungere in una zona in cui sono presenti alcuni alpeggi. Continuare a traversare verso sud sino a reperire il sentiero posto sull'altra sponda del vallone. Si rientra facilmente al piano Ceiol e da qui all'auto.
Commenti: Bella colata, ma decisamente meno interessente della vicina Limo Nero.
Prima salita: L. Bertaina e N. Marchisio nel dicembre 1981Difficoltà: TD- (III/4) - Dislivello: 140 m - Esposizione: Nord - Quota: 2000 m
Accesso: Dopo Chianale proseguire sino ad incontrare un ponte sul torrente. Parcheggiare l'auto e imboccare il sentiero che risale il vallone dell'Antolina. Con comodo percorso si raggiunge la base delle pendici nord del Tour Real. La colata è la prima che si incontra incassata in un canale a Y. La Valeria è il ramo di destra, mentre a sinistra vi è il salto dei Pachidermi (III/4). Le due colate sono facilemnte concatenabili.
Itinerario: Salire il primo nuro verticale alto 5/6 m giungendo sul soprastante canale nevoso. Proseguire nel canale a sinistra sino alla base del secondo salto, sostare a destra su spit. Salire una lunghezza su ghiaccio a 60/75° sostando a destra in una nicchia su spit. Attaccare il bel salto finale con pendenze intorno a 80/85°, segue qualche muretto sino in sosta, a spit.
Discesa:Dall'uscita a destra per tracce che portano nei pressi dell'uscita della Valeria e da qui prendere il canale sul fianco sinistro orografico della colata. da qui in breve al sentiero e all'auto.
Commento: Bella colata, frequentata, il salto finale è carino. E' uso comune abbinare la salita dei Pachidermi alla Valeria, compiendo coì una giornata un pò più consistente.
Prima salita: L. Bertaina, G. Bogi e G. Ghiabudo nel dicembre 1981
Difficoltà: D (III/3) - Dislivello: 140 m - Esposizione: Nord - Quota: 2000 m
Accesso: Dopo Chianale proseguire sino ad incontrare un ponte sul torrente. Parcheggiare l'auto e imboccare il sentiero che risale il vallone dell'Antolina. Con comodo percorso si raggiunge la base delle pendici nord del Tour Real. La colata è la prima che si incontra incassata in un canale a Y. La Valeria è il ramo di destra, mentre a sinistra vi è il salto dei Pachidermi (III/4). Le due colate sono facilemnte concatenabili.
Itinerario: Salire il primo nuro verticale alto 5/6 m giungendo sul soprastante canale nevoso. Proseguire nel canale a destra sino alla base del secondo salto. Salire una lunghezza su ghiaccio a 60° sostando a sinistra su spit. Attaccare il bel salto finale con pendenze intorno a 80° con qualche tratto verticale, segue qualche muretto sino in sosta, a spit. Superare un rigonfiamento di ghiaccio uscendo nel pendio nevoso soprastante, alla fine del quale sulla destra è reperibile la traccia di discesa.
Discesa:Dall'uscita a destra per tracce che portano nel canale sul fianco sinistro orografico della colata. da qui in breve al sentiero e all'auto.
Commento: Bella colata, purtroppo corta, ma il salto finale è veramente estetico, divertente e meritevole.
Prima salita: ignoti
Difficoltà: AD (II/2) - Dislivello: 80 m - Esposizione: Nord - Quota: 1900 m
Accesso: Ben visibile da Chianale alla destra della gola del Martinet, per tracce e facile canale in 30 minuti.
Itinerario: Salire la colata con pendenze di 60/70° per circa 35 m sino a sostare sulla destra su albero con catena. Risalire il pendio a sinistra con pendenze modeste e alcuni gradoni sino a sostare sempre su alberi.
Discesa:Corda doppia
Commento: Adatta a prendere confidenza con gli attrezzi, non proprio bella.
Prima salita: G.C. Grassi e G. Montrucchio 29/1/1983
Difficoltà: D Dislivello: 120 m - Esposizione: Est - Quota. 2100 m
Avvicinamento: Dalla fine del Pian della Mussa dirigersi verso sud, dopo l'alpe Vennoni inoltrarsi nel Vallone di Arnas sino a raggiungere le colate poste di fronte alla Rocca Turale.
Itinerario: La colata è abbastanza larga da offrire più possibilità. Salire sul lato destro alcuni rigonfiamenti a 65° in direzione di una nicchia di roccia dove è attrezzata la sosta a spit (50 m). Dalla nichia procedere verso una piccola goulotte con pendenza sui 80°, per poi uscire per erba ghiacciata, sosta con catena e spit. La seconda possibilità è attaccare la colata a sinistra per rigonfiament e gobbe (60°) salire a piacere sosta su ghiaccio da attrezzare. Proseguire sempre senza scelte obbligate sino ad arrivare alla sosta posta alla fine della colata.
Discesa: Corda doppia
Commento: Divertente e adatta a prendere confidenza con gli attrezzi.
Prima salita: G.C. Grassi, T. Gallo e G. Montrucchio 9/12/1983
Difficoltà: TD/TD+ Dislivello: 100 m - Esposizione: Est - Quota. 2100 m
Avvicinamento: Vedi cascata precedente
Itinerario: Salire verso la base di una stalattite (90° poi 80°) evitarla a destra, per rigonfiamenti a 80° sostare contro i tetti di roccia 50 m. Contornare i tetti su guiaccio e zolle d'erba pervenire all'uscita.
Discesa: Corda doppia
Commento: Non la ricordo bene è stata la prima colata che feci nel lontano 1999
Prima salita: R. Luzi e C. inverno 1980
Difficoltà: D/D+ Dislivello: 150 m - Esposizione: Ovest - Quota: 1600 m
Avvicinamento: Raggiunto Piamprato Soana 1551 m parcheggiare nella piazzetta prima delle case davanti alla chiesa. La colata è visibile sulla destra. Per prati verso destra (sud) raggiungere l'inizio della gola.
Itinerario: Il primo salto è un bel colonnino alto 6/7 m - 80°, si prosegue lungo il canale sino al succesivo salto 45 m pendenza 75° - 65°. Si raggiunge il salto principale con un bel muretto (20 m) che presenta difficoltà su 85°-90° dopo la colata si abbatte 55° mentre a sinistra presenta una formazione stalattitica (evitata). L'ultimo salto offre un divertente tiro 30 m a gobbe pendenze 70° - 75°.
Discesa: Dall'uscita tagiare a sinistra per roccette ed erba sino ad incontrare una traccia che riporta alla base
Commento: Bella non troppo continua quindi godibilissima, il salto principale è meritevole. Sicuramente è la colata in cui mi sono divertito di più senza dover soffrire.
Informazioni: A Forzo c'è l'Osteria delle Alpi tel. 0124/817389 hanno un quadernone con la relazione delle colate e possono darvi ottime informazioni, soprattutto sulle colate della conca del Meialet.
Prima salita: R. Boulard e G. Di Francesco 12/1979
Difficlotà. II/3+ D+ Dislivello 120 m Esposizione: Sud - Quota 1450 m
Avvicinamento: Risalire tutta la valle sino ad arrivare a Villanova 1223 m parcheggiare l'auto e seguire il sentiero Gta 115 che porta al Rif. Jervis. Oltrepassato il ponte sul Rio Crosenna (cascate del Brunel) continuare affrontando alcuni tornanti. Quando il sentiero si ricollega alla strada sterrata in leggera discesa si giunge in breve alla base della cascata. (40 min. da Villanova)
Itinerario: Salire i primi saltini tra roccette e ghiaccio sino a raggiungere la base del salto principale. Sosta su spit. Salire la bella colata che presenta i primi metri verticali, per poi offrire una pendenza sui 80° sino ad arrivare ai 70° dell'uscita. (Tiro bellissimo !!!). Sosta a spit (ve ne sono ben due). Il tiro successivo offre una bella salita con pendenza media 65-70° preferibile avere le corde da 60 m evitando così una sosta intermedia su ghiaccio e raggiungendo subito i bucolici prati soprastanti
Discesa: Avviene con due doppie sulla bastionata rocciosa a destra della cascata. Seguire una flebile traccia sulla sinistra orografica che conduce ad un grosso albero contorto con fettuccia. Doppia da 55 consigliabile, fattibile anche da 50. Seconda doppia su alberi da attrezzare e si giunge in breve per prati alla base.
Commento: Bella e gratificante. L'esposizione consiglia rapidità per evitare di trovare l'ultimo tiro con ghiaccio troppo moscio. Sicuramente questo avrà influito nel considerarla più semplice di quanto sia valutata. Il ghiaccio spesso sottile è una caratteristica della cascata, da evitare dopo abbondanti nevicate.
Prima salita: R. Boulard, R. Celso e G. Di Francesco 15/12/1980
Difficoltà: II/3+ D+ Dislivello: 120 m - Esposizione: sud - Quota: 1420 m
Avvicinamento: Come per il Mirabuc, proseguire il sentiero. Più che un sentiero è una strada sterrata ben battuta dalla motoslitta in inverno in quanto il rifugio è sempre aperto. La cascata è posta all'inizio del Pian dei Morti sulla sinistra orografica, (50 min. da Villanova).
Itinerario: Si sale il primo salto sulla sinistra, sino ad un colonnino lo si supera su ghiaccio lavorato sino a giungere ad una nicchia sulla sinistra dove è posta la sosta a spit (45 m da 75 a 80°). Si prosegue per succesivo salto a 70° sino ad uscire in una zona pianeggiante sosta a spit sulla destra, 30 m. Attaccare il flusso sulla sinistra senza percorso obbligato andando a sostare su larice, attrezzato per la calata, 50 m 70/75° discontinuo. La colata termina qui da cui si può scendere in doppia. Proseguendo nella gola si incontrano ancora due interessanti e divertenti salti a 70/75° per un totale di circa 80 m. Giunti nei pressi di un laghetto contornato da grossi tronchi abbattutti è presente un piccolo salto 5 m. Prestare la massima attenzione al laghetto spesso non è ghiacciato a sufficienza per sorreggere il peso di una persona. Da qui si risale un canale detritico sulla sinistra e si esce vicino ad un grosso masso da cui si scende per arbusti e terreno ripdo sino ad attrezzare una doppia su alberi che riporta alla fine del secondo salto. Da qui si scende con due doppie su spit alla base della colata principale
Discesa: in doppia su spit con catene sino alla base della colata
Commento: Solo a vederla viene voglia di metterci le picche sopra. E' considerata una grande classica. Interessante il proseguimento lungo la gola.
Informazioni: Per questa, ma soprattutto per le altre belle colate della valle chiedere al Rif. Jervis al Prà tel. 0121/92811
Prima salita: R. Boulard, G. Di Francesco, M. De Marchi e L. Prochet il 14 dicembre 1980
Difficoltà: III/4 TD Dislivello: 280 m - Esposizione: nord-est - Quota: 1800 m
Avvicinamento: Dal rif. Jervis, si prosegue sino al termine della Conca del Prà, sino delle baite, la colata è posta sulla bastionata rocciosa sulla destra, 45 minuti.
Itinerario:Salire il primo salto a 70° che adduce al salto principale, 50 m. Superare il bel muro continuo a 80° sino a sostare sulla sinistra alla base della spettacolare candela, o su ghiaccio alla base della stessa, 50 m. Traversare a destra sotto la candela superando un bel muretto verticale, sino alla sommità della colonna, 90/80/65° , 50 m. Percorre 40 metri di canale che adduce al successivo salto. Superare il bel salto per una corta candela e poi per una rampa a 70° sino a sostare dove la colata si biforca in due canalini, 50 m. Superare la goulotte di destra, bella 80°, uscendo su pendii nevosi, 40 m. Superare ancora alcuni metri di canale che portano all'ultimo facile salto che adduce alla fine delle difficoltà.
Discesa: Si traversa a destra tenendosi sotto il crinale, per prati si ritorna alla Conca del Prà nei pressi delle baite, da queste al rif. Jervis, 1 h e 30 min circa. E' possibile dalla sommità della candela scendere in corda doppia, spit con catena.
Commento: Tutte le soste sono attrezzate con spit e catena. Spettacolare colata, la più ambita della Valle Pellice. La salita completa è una bella cavalcata in ambiente.
Variante della stalattite:
Prima salita: R. Boulard e L. Pezzica il 4 gennaio 1981
Difficoltà: III/4+
Risale direttamente la stupenda stalattite lunga 40 m, con pendenze iniziali (15 m) a 90° poi 80° e in uscita a 70°. Tiro meraviglioso.
Prima salita: A. Cambiolo e P. Sartore 18/1/1981
Difficoltà: D-/D (a sinistra) D+/TD- (a destra) - Dislivello 240 m - Esposizione: Ovest Quota: 1800 m
Avvicinamento: da Lillaz seguire gli evidenti cartelli indicatori per le cascate di lillaz (10 minuti)
Itinerario: Il tiro di sinistra non lo conosciamo, ma sembra abbastanza facile, sale con saltini sino al secondo tiro. Il salto di destra è bello attraente e alto 50 m, salire sulla destra su pendenze 70/80° sino a raggiungere al centro un muretto breve ma verticale, proseguire ascendendo verso destra un murettino sui 80° giungendo alla sosta con 3 spit. Aggirare il laghetto, prestare attenzione costeggiare il bordo, sino al succesivo salto facile sosta a spit sulla sinistra. Risalire il torrente per un centinaio di metri sino a giungere ad un anfiteatro di ghiaccio che presenta varie possibilità di salita. Salire sulla destra per una placca inclinata sino a superare un diedrino verticale che adduce al laghetto soprastante, 65/70° sosta a spit. Costeggiare il laghetto sino a giungere alla base di una bella rampa racchiusa in alto da una barra rocciosa sulla destra. Risalire la prima parte della rampa molto semplice sino a che raggiunge pendenza sui 70° costanti sino in uscita. Presente uno spit di passaggio sulla barra rocciosa a destra. Raggiunto il pianoro sovrastante la sosta è collocata sulla destra, tiro lungo 55 m. Superare il salto successivo sulla destra con pendenze iniziali sui 75°, poi la pendenza cala vistosamente si sosta sulla sinistra alla base dell'ultimo salto. La partenza presenta un tratto verticale, poi tenedosi sulla sinistra su ghiaccio più consistente si raggiunge facilmete la fine della cascata con sosta su albero.
Discesa: Dall'albero a sinistra per tracce di sentiero sino a reperire la comoda strada che interseca in più punti la condotta forzata, in breve si raggiunge Lillaz.
Commento: bella lunga e divertente, difficoltà tecniche concentrate nel primo tiro.
Informazioni: bar Licone 016574160
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Prima salita: G.C. Grassi e N. Margaria il 6/01/1986
Difficoltà: D+ (3/IV) - Dislivello 200 m - Esposizione: Nord Ovest Quota: 1850 m
Avvicinamento: Da Lillaz seguire per il campeggio Il Sole e seguendo la traccia per escursionisti e cascatisti (cartello) si risale la destra orografica della Valleile sino a giungere nei pressi di un dosso dove si piega a sinistra su pendio nevoso. Traversare a destra per reperire la cengia che con percorso ascendente verso destra conduce all'evidente cembro nei pressi del quale è presente la sosta a spit da dove con una corda doppia ci si cala alla base della colata. Sosta posta sulle rocce alla sinistra orografica.
Itinerario: Attaccare la colata con pendenze di 60/790° sino a sostare a destra su un comodo ripiano su spit. Il salto successivo si presenta stalattitico con i primi metri a 90°, poi con pendenze inferiori 80° si giunge ad una zona più abbattuta, continuare a destra superando un corto muretto e andando a sostare su roccia (spit) a sinistra. Superare un tratto di neve sino a dei balzi di ghiaccio, facile, sosta a spit a sinistra. il salto successivo presenta passaggi a 70/75° sosta su alberi sia a destra che a sinistra. L'ultima impennata della colata comincia con un bel salto discontinua a 75/80° andando a terminare con una piccola goulotte sino alla fine delle difficoltà.
Discesa: Traversare a sinistra sino ad una zona boscosa. Da qui una ottima traccia conduce all'evidente canalone nevoso posto sulla destra orografica delle colate.
Commento: Bella cascata, il secondo tiro è il passaggio chiave della salita nettamente più duro del resto della via. Molto divertente. Il salto iniziale raramente si salda a terra. Quest'anno le condizioni sono state particolarmente favorevoli. La salita presenta difficoltà di 5 su ghiaccio stalattitico. Stupendo ...
Prima salita: G.C. Grassi e G. Boccaccio il 12/03/1987
Difficoltà: D+ (II/3+) - Dislivello 200 m - Esposizione: Est Quota: 1650 m
Avvicinamento: Prima di entrare nel paese di Gressoney La Trinitè, in corrispondenza della circonvallazione che evita ilcentro abitato, trova la cascata ben visibile sulla destra orografica della valle. Per tracce se ne ragginge la base in una decina di minuti.
Itinerario: Attaccare la colata con gobbe e rigonfiamenti per due tiri di corda sino a giungere per canale nevoso alla base di un risalto più imponente, sosta a spit sulla destra. Superare il salto 80° poi 70° sino alla sosta sempre a destra in grotta. La colata si divide nettamente in due rami, seguire quello di sinistra con pendenze sui 75° uscendo sulla sinistra.
Discesa: Traversare a sinistra in zona boscosa, sino a raggiungere un canale sul quale incombe una bella stalattite. Calarsi in doppia e divallare nel canale sino all'auto.
Commento: Bella colata, alla biforcazione possinile uscire a destra (4) con tratti a 90°.
Prima salita: N. Faysse e H. Jaillet nel 1980
Difficoltà: TD (II/4) - Dislivello 300 m - Esposizione: Nord-Est Quota: 1600 m
Avvicinamento: Giunti a Celliac, lasciare sulla sinistra il paese e continuare sino alla fine della strada e parcheggiare. La cascata è evidente sulla sinistra orografica, solca un lungo canale. Con comodo sentiero, ben battuto, si giunge alla base in una decina di minuti.
Itinerario: I primi 60/80 metri risalgono il conoide, su ghiaccio lavorato e a cavolfiori con qualche passaggio a 75°/80°, dando accesso ai tiri superiori. Il terzo tiro è molto bello, si attacca a destra superando un bel muretto verticale si accede alla caratteristica grotta dove si sviluppa il tiro decisamente più caratteristico, sosta a destra su roccia. Ci si addentra nell'ampia grotta e si affronta il salto normalmente a destra contro la parete rocciosa, su ghiaccio più spesso, superando un salto di circa 8/10 m a 80°, uscendo con passaggi divertenti e mai banali dalle forti difficoltà. Sosta a spit sulla destra. Segue una sezione più abbattuta e rilassante di circa 70 m con pendenze intorno ai 70°. Segue un pendio nevoso che adduce ad una bella goulotte alta 15 metri e conduce di fronte all'ultimo risalto che si supera sulla destra son corto muretto a 80°, superabile con un unico tiro da 60 m, giungendo agli alberi a pochi metri dal sentiero di discesa
Discesa: Scendere a destra per comodo sentiero che riporta alla base della colata.
Commento: Stupenda cascata rinserrata in una stretta forra, molto belli il 3° e soprattuto il 4° tiro, varietà dei passaggi, esposizione, bellezza del luogo ne fanno una colata molto ripetuta
Prima salita: F. Charton e C. Moulin nel 1979
Difficoltà: D (II/3) - Dislivello 250 m - Esposizione: Nord-Est Quota: 1600 m
Avvicinamento: Giunti a Celliac, lasciare sulla sinistra il paese e continuare sino alla fine della strada e parcheggiare. La cascata è evidente sulla sinistra orografica, collocata tra Sombre eros e Easy Rider. Con comodo sentiero, ben battuto, si giunge alla base in una decina di minuti.
Itinerario: ghiaccio bello e vario con un primo tiro più divertente passaggi a 80°, per il resto omogena sui 70°
Discesa: Scendere a destra per comodo sentiero che riporta alla base della colata.
Commento: Colata senza infamia nè lode, divertente alcuni passaggi belli
Prima salita: S. e JM. Troussier nel 1980
Difficoltà: D (II/3) - Dislivello 70 m - Esposizione: Nord-Est Quota: 1600 m
Avvicinamento: E' consuetudine salire la colata dopo aver salito una delle precedenti, in quanto Easy Rider è situata proprio sul sentiero di discesa.
Itinerario: Primo tiro su ghiaccio all'inizio sottile ma abbattuto, prosegue superando un saltino a 75/80°
Discesa: In doppia sulla via e per comodo sentiero che riporta all'auto.
Commento: Stupenda goulotte, molto incassata situata sul sentiero di discesa. Divertente e remunerativa, non attacare se presenti altre cordate ...
Difficoltà: TD (III/4) - Dislivello 300 m - Esposizione: Sud Quota: 1500 m
Avvicinamento: E' consuetudine salire la colata dopo aver salito una delle precedenti, in quanto Easy Rider è situata proprio sul sentiero di discesa.
Itinerario: Primo tiro su ghiaccio all'inizio sottile ma abbattuto, prosegue superando un saltino a 75/80°
Discesa: In doppia sulla via.
Commento: Stupenda e lunga cascata, 300 m interamente su ghiaccio, un vero viaggio nel gelo
Difficoltà: D+ (II/3+) - Dislivello 250 m - Esposizione: Nord Quota: 1650 m
Avvicinamento: E' consuetudine salire la colata dopo aver salito una delle precedenti, in quanto Easy Rider è situata proprio sul sentiero di discesa.
Itinerario: Primo tiro su ghiaccio all'inizio sottile ma abbattuto, prosegue superando un saltino a 75/80°
Discesa: In doppia sulla via.
Commento:Classicissima colata con due tiri molto belli. Molto frequentata
"Cascate" G. Ghibaudo- Ed. Blu 2003
"Ghiaccio dell'Ovest" G.C. Grassi e A. Cambiolo - Ed. Vivalda 1995
"Diamanti di Cristallo" G.C. Grassi e A. Cambiolo - Ed. Vivalda/L'Arciere 1994