Ciucchinel

Sabato 8 Marzo 2003

 

Cazzo, siamo a marzo e non ho ancora combinato nulla di buono !!! Si a Lillaz mi sono divertito, ma ho anche rimediato un parziale congelamento che mi ha tenuto a casa per più di tre settimane, sono solo riuscito a giocare un pochino in Valbrevenna, ma qualcosa ancora mi manca. Ecco che all'improvviso spunta Fabio, un collega, che vorebbe provare l'esperienza di una salita su ghiaccio ... ne approfitto subito. Dapprima propongo di andare a fare la goulotte al Martinet, ma egoisticamente penso che per me non sia abbastanza emozionante non me ne avevano parlato bene. Così gli occhi puntano sulle altre facili possibiltà offerte dalla Val Varaita e nasce l'idea di Ciucchinel. Purtroppo il venerdì sera anzichè stare a casa a riposare, mi viene la malsana idea di uscire a bere qualcosa, con l'intenzione di ritornare presto a casa. C a z z a t a !!! Come al solito una birra tira l'altra e finisce che poso il mio culo sul letto alle 3 del mattino !!! Alle 4 e mezza ho l'appuntamento con Fabio !!!

Ciucchinel, leggendo le note offerte dalla guida si capisce che la colata ha una certa storia molto carina, del resto è stata la prima cascata salita in Italia e i primi salitori Isaia e Marchisio sembra furono un pò influenzati dai fumi dell'alcool da qui il nome Ciucchinel in onore del famoso ghiacciatore francese Cecchinel.

Arrivati a Celle di Bellino la vista sulla bastionata rocciosa che ospita la colata richiede sicuramente rispetto, la colata è molto invitante, si nota bene un bel salto con ghiaccio azzurro. Parcheggiamo, Fabio non sembra per nulla preoccupato, forse confida nella mia pur minima esperienza, io comincio ad essere assalito da una attrazzione per quella forra e accellero tutte le operazioni preliminari, vorrei essere già lì. Invece una bella salitina, tanto per scaldarsi non solo le gambe, mi comincia a far soffiare, sembrava più vicina invece richiede anche lei il suo biglietto. Un bel cagnetto ci accompagna sino all'attacco. Il primo tiro non sembra molto impegnativo, ma come al solito bisogna prendere confidenza con l'elemento che si presenta duro e spacca molto, comunque lo supero abbastanza bene non presentava certo particolari difficoltà al massimo un muretto sui 65/70°. Sosto su chiodi a sinistra. Recupero Fabio che sembra trovarsi bene, anche se mi sembra che non picchi con buona comvinzione. Mentre lo recupero lo stomaco mormora, comincio ad accusare le follie del venerdì sera, non sto benissimo ho la sensazione di dover vomitare da un momento all'altro. Mentre spero di resistere Fabio arriva in sosta e affrontiamo il successivo tratto di canale nevoso che ci conduce all'attacco del secondo tiro, sosta su ghiaccio. E' un bel salto di 50 metri, costituito da una rampetta iniziale che adduce ad un tratto verticale per 4/5 metri, dopo la pendenza diminuisce, restando comunque sui 70/75° sino ad una cengietta ascendente da destra verso sinistra con un ultima impennata prima di giungere al pianoro soprastante. Mentre valuto il tiro, non penso più al mio stomaco, ma solo di riuscire a superare questa bella e divertente colata. Già dalle prime piccate il ghiaccio si rivela più docile, è un pò più morbido ciò mi da buona fiducia. Salgo bene, anche se lento, il tratto verticale mi mette alla prova, ma le picche entrano bene resta solo un pò di perplessità sulla tenuta dei chiodi, giunto alla cengetta sono contento e tranquillo supero l'ultimo tratto con un bel diedrino ed esco contento sul pianoro. Purtoppo come al solito le corde da 50 metri sono corte, sosto su ghiaccio in uscita e faccio salire Fabio sino alla base del tratto verticale. Raggiungo la sosta posta su uno splelacchiato larice a circa 5 metri dall'uscita e lo recupero con comodità. La colata offre ancora qualche placchetta ghiacciata con modeste difficoltà (60/65°) sino a giungere ad un altro larice questa volta molto più convincente essendo bello grande, sosta su cordini. Risalendo il canale nevoso per 60/70 metri si esce su pendio nevoso sino a raggiungere la traccia di discesa.

Sicuramente questa cascata è tra quelle che ho fatto quella che mi ha offerto la possibilità di godere molto, sia dal punto di vista paesaggistico sia da quello tecnico. La forra è molto suggestiva e si scala sempre con il Monviso alle spalle. Il secondo tiro pur essendo discretamente impegnativo è molto bello e gratificante. Immagino la fortuna di Fabio che alla sua prima esperienza ha potuto trascorrere una giornata densa di emozioni e sensazioni per lui nuove. Forse ha patito un pò fisicamente, ma mi è sembrato molto soddisfatto.

Anche la discesa è molto bella, percorre un ampio canalone che offre una divertentissima passeggiata su neve ben battuta con possibilità di fare ottime scivolate controllate. Nel complesso una delle giornate più belle che l'ambiente montano invernale mi ha offerto in questi anni, grazie.

 

 

Relazione

 

 

 

La colata in questione

 

Il tiro chiave

 

L'uscita dal tiro

Fabio soddisfatto !?!

Foto di gruppo da destra: il Monviso, Io e Fabio

 

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