
Questa vacanza nacque per caso. Avevo sentito dire che alcuni bravi ragazzi avevano intenzione di andare in Norvegia per una gara di coppa del mondo, l'idea mi sorse quasi spontanea ... perché non chiedere ... del resto la voglia di scalare su ghiaccio quest'anno non l'avevo ancora soddisfatta appieno. Così contattai Riccardo e il viaggio piano piano, tra mille pensamenti e ripensamenti cominciava a prendere forma. Sinceramente subito fui molto restio ad affidarmi ad una guida alpina, il mio modo di essere e di vivere l'alpinismo, la frase di Mummery "Mains far play" non prevedeva l'utilizzo di mezzi così ingenti, comunque sia tra conti ed etica alla fine decisi e il viaggio iniziò !
La meta prescelta fu un paesino nel sud della Norvegia, Rjukan, su cui tempo fa uscì un articolo su una nota rivista di montagna. L'articolo non ci piacque molto non era coinvolgente e neppure ingaggiante. Scaricammo la guida da internet, scorrendo nomi, gradi e lunghezze sembrava che il posto non dovesse essere così orribile. Con l'esorbitante spesa di 35 € ci trovammo depositati all'aereoporto di Torp con un bel volo low-cost, che ricordava molto i viaggi organizzati in cui ti cercano di vendere le pentole e qualsiasi altro tipo di mercanzia. Il paesaggio che osservammo percorrendo la strada che conduceva a Rjukan non aveva l'aria di eccellenza per le nostre aspettative verticali, alcuni scorci paesaggisticamnete notevoli con casette colorate lungo le rive di laghi completamente ghiacciati si susseguirono sino alla vista delle prime fabbriche ! Come drogati scorrevamo con lo sguardo le pareti rocciose circostati per scorgere qualche colata, ma vedemmo solo lunghe "bialere" ... In tre ore eravamo già a destinazione, sistemati nell'accogliente alloggio. I primi giorni li dedicammo alla conoscenza della zona e al miglioramento della mia sommaria tecnica. L'elemento sorprendente fu la scoperta della gorgia che incide la valle. Sicuramente a mio gudizio il luogo più caratteristico e meritevole. Comprende due settori di arrampicata, entrambi molto belli e interessanti. Le prime salite ci permisero di riconoscere il colore del ghiaccio, distinquendo quello dovuto ai licheni, al tè e a qualche altro componente. Vedevo comunque di giorno in giorno crescere nel mio socio l'interesse e la voglia di fare sino a che non si materializzò Lipton. Lasciando perdere i gradi, mi sono reso conto di come conti la determinazione, la voglia di giocare, la bravura e anche una percentuale di fortuna. Una salita che non ha una linea, non si riesce a tracciarci uno schizzo sopra, da ovunque la si guardi non si capisce se si riuscirà a passare. Come una bella donna che si concede solo a chi avrà la gentilezza e la cortesia per arrivare a scoprirne grazie. Il tiro chiave, un esposto traverso su frange e bolle di ghiaccio sotto un enorme tetto di roccia riservava ad ogni passo una sorpresa, passaggi strani ed incredibili sino a condurti sopra al tetto. Anche a me che non sono da salite estreme, la salita di questo tè ghiacciato ha lasciato piacevoli ricordi e una certa soddisfazzione.
Scalavamo a ritmi sostenuti, quasi sempre almeno due cascate al giorno e anche nella giornata dedicata al riposo riuscimmo a riposarci ben poco ... la parte alta della gorgia riservava una vera e propria falesia di ghiaccio dalle poco sfruttate possibilità. Potevi contare almeno 15 linee salibili oltre a quelle che la nostra fantasia disegnava tra gli orli ghiacciati e le placche rocciose. Questa fu la giornata comunque rilassante, l'ambiente comodo, il sole al pomeriggio, la disponibilità di vie ci dettero mordente per non tirarci troppo indietro e fui quasi costretto ad arrampicare da primo ! Ormai mi ero così abituato alle comodità ... comunque mi bruciai il primo tiro da stupido, ma mi potei rifare con una bella lunghezza. La giornata finì sempre in rilassatezza e si poterono cogliere anche viti BD che sembra nascano nella promettente neve Norvegese...
L'esplorazione della gorgia ci permise di camminare
tra i resti ferrosi del laboratorio tedesco per la produzione di acqua
pesante destinato alla creazione della bomba atomica. L'ambiente è
quasi surreale con alte pareti rocciose le cui pieghe sono solcate da
colate ghiacciate mentre detriti, putrelle e strane strutture spuntano
dalla neve. Zizzagando lungo la bella traccia sul fondo della gorgia,
arrivvammo ad un'altra bella chicca del luogo "Juvsoyla". L'attacco
impegnò Riccardo in un bel tiro di misto, il resto fu una piacevole
e anche impegnativa salita su cavolfiori conclusasi con un bel camino
tra roccia e ghiaccio. L'ultimo giorno lo dedicammo alla salita di altre
due belle linee nella gorgia. Mi divertii molto a salirle da primo e
riuscii anche a salire una bella candela ! Salmone e biscotti di pesce
conclusero degnamente la giornata e anche la vacanza, che poi tanto
vacanza non è stata. In sei giorni di scalata ci siamo schioppati
16 cascate, non male considerando che nemmeno in una intera stagione
riesco a farne così tante !!!
Informazioni utili:
Rjukan si trova a circa 180 km dall'aereoporto di Torp
(dove fà scalo Ryanair) lungo il Sandefjord. Il volo ha un costo
variabile da 35 a 200 euro a seconda del periodo e parte da Orio al
Serio (Bergamo). Orio è facilmente raggingibile da Milano con
il servizio di bus navetta, partenze dalla stazione Centrale, oppure
più comodamente con l'auto. In Norvegia il noleggio di un auto
classe economy per una settimana varia dai 400 sino a 500 euro, le maggiori
compagnie di nolo hanno l'uffico in aereoporto. La moneta locale è
la corona norvegese (NOK), il cambio è attualmente (Marzo 2006)
1 EUR = 8,4 NOK. Tra commissioni di cambio e spese varie considerare
1 EUR = 8 NOK. Le banche generelmente hanno orario dal lunedì
al giovedì dalle 8,00 alle 16,00, il venerdì dalle 8,00
alle 15,00. I bankomat presenti fanno parte dei maggiori circuiti internazionali
(Cirrus, Maestro, Visa). La benzina ha un prezzo molto simile a quello
in Italia 10,5 NOK (1,25 EUR), ma varia notevolmente alla pompa. Noi
abbiamo visto prezzi tra 9,50 a 11,40 NOK. Il prezzo dei generi alimentari
è maggiore di circa il 30/40% rispetto a all'Italia.
Alloggio
Vari appartamenti in affitto posso essere utili, il prezzo a settimana varia dai 400 ai 550 euro. Una buona ricerca su internet vi consentirà di trovare quello che fa al caso vostro.
Siti di arrampicata
La zona di Rjukan è divisa in sei aree di arrampicata.
L'area F è quella lungo le rive del lago di Tinn, le linee non
sembrano molto interessanti. La zona E sembra avere un interessante
anfiteatro con alcune lunghezze molto appetibili. L'area D è
quella nei pressi del paese di Rjukan, le salite poste sulla sinistra
orografica richiedono alcuni minuti di avvicinamento, mentre quelle
lungo la destra orografica della valle non molto belle e richiedono
un avvicinamento un pò più lungo. L'area C chiamata anche
Lower gorgie è carattaterizzata da cascate di al massimo una
lunghezza di difficoltà modesta, l'ambiente non è dei
più belli. Il vero cuore della zona è quello compreso
tra le aree A e B. All'area B si accede con doppia dal ponte sospeso
nei pressi della centrale di Vermork, oppure con comodo sentiero. La
scelta di colate qui è eccellente, tutte interessanti e di almeno
due tiri, la gorgia è molto spettacolare. L'area A è posta
al termine della gorgia e dà accesso alla parte terminale della
forra con alcune bellissime cascate e anche alla bella falesia di ghiaccio
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