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Sabato 5 Febbraio 2005
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Lo spettacolare salto del Pis
Dopo la prima colata fatta insieme con Stefano ed Enrico, comincimmo a pensare a qualcosa di più interessante. La salita di Black Marasma del resto era giusto per prendere confidenza. La proposta di un week end insieme fu accettata da tutti e tre con entusiamo e allora via subito a pensare dove potevamo dirigere le nostre brame. Nacque così l'idea della valle Pellice, accesso comodo, accoglienza superlativa al rifugio Jervis, ma soprattutto la buona scelta di colate ci attrasse abbastanza. Così fu e sabato ci incontrammo a Pinerolo per affrontare la prima giornata di divertimento. Giunti a Villanova, cominciammo a preparare gli zaini, non era presto probabilmente le otto e non c'era ancora nessuno. Prima di cominciare l'avvicinamento, arrivarono comunque quattro ragazzi intenzionati anche loro a salire il Pis. La bella strada di accesso richiese già precauzione, la poca neve presente era completamente ghiacciata. Giunti sotto il salto del Pis i preparativi furono rapidi, anche se la colata mi comunicava un senso di rispetto, non l'ho mai giudicata facile, non so come mai, ma tutte le volte che la vidi mi intimoriva. Proprio per questo mi offrì per il primo tiro. Le mie aspettative furono rispettate, ghiaccio non ottimo e passaggi mai banali. Il pilastrino a metà del tiro era percorso da una notevole quantitè di acqua. Con un pò di preoccupazione comunque superai bene il tiro e soddisfatto raggiunsi la bella sosta all'interno della nicchia. Seguirono velocemente Enrico e Stefano. Il secondo salto superato da Stefano sfociava in un comodo ripiano. Da qui salimmo l'ultimo salto, alquanto facile e decidemmo di proseguire la risalita del torrente per superare anche i salti superiori. In un ammasso di tronchi giungiamo al primo salto, superandolo sulla destra per pendenze modeste. Nel salto successivo ci impegnamo nel superamento di un bel muretto ad 80° giungendo di fronte ad un meraviglioso laghetto che ci sbarra la strada. Dall'altra sponda del laghetto un bel saltino di cinque metri fa bella mostra di sè. Ma il ghiaccio non è tale da poter pensare di attraversare il laghetto e decidiamo di traversare a sinistra e concludere la nostra salita. Per ripidi pendii e una calata su alberi giungiamo alla sosta alla fine del salto principale e con due calate, interrotte da due stupendi occhi azzurri, giungiamo alla base della colata. Non pensavo di superare così agevolemente questa colata, in effetti non era molto continua, ma l'imatto visivo è sempre più terrificante di quanto poi sia in realtà. Al rifugio ci ristoriamo e riposiamo per bene. Una bella giornata preludio del giorno successivo.
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Stefano sale il secondo tiro |
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