
La colata vista dalla base
Anche i Pachidermi saltano ...
Io e Francesco quest'anno ci siamo trovati, consumati entrambi da una
voglia matta di spicozzare siamo nuovamente sulla torino-savona direzione
valle Varaita.
Chiacchere discorsi, sogni, segreti e arriviamo a Torrette, la domanda
nasce spontanea: "Dove andiamo ?" Da lì alla Bonvin la
strada è proprio poca e cominciamo ad osservare la colata. Il tiro
sopra sembra uno spettacolo, quello sotto una miseria, la tentazione è
forte, si discute e alla fine decidiamo di non buttare via la giornata
con una ritirata al secondo tiro. Così via verso l'alta valle.
Altra sosta al cospetto del Martinet, mio grande amore, ma decidiamo in
fretta per la giornata rilassante, non è ancora ora di tirare fuori
i denti.
Continua continua la strada finisce e ci troviamo all'attacco dei Pachidermi,
allora andiamo a farla visto che l'altra volta non l'abbiamo considerata,
parcheggiamo.
Accanto a noi, una station-vagon bianca costipata da qualsiasi materiale
alpinistico e non, ed accanto due loschi figuri tutti splendidamente vestiti.
Il contrasto è di quelli che ti rimangono in mente, da tale caos
ti aspetti di vedere due zingari che ti rubano le tue amate picozze e
scappano via, invece ci salutiamo, scambiamo due parole e loro partono.
Ci incontriamo alla base della colata, i due loschi figuri prendono la
forma di un furetto romano e una deliziosa donzella, anch'essa romana.
Marco, il furetto, ci lascia cortesemente passare avanti, cosa che ho
apprezzato molto, non capita spesso in montagna. Elisabetta sorride mentre
calza i ramponi, allora ringrazio e scappo va per le prime pieghe di ghiaccio.
Nel frattempo Francesco si prodiga in discorsi con i due ormai simpatici
amici ...
Ogni tanto Marco tira fuori qualche battuta in dialetto romanesco e non
scompisciarsi dalle risate è proprio difficile. Tra una sosta e
una battuta ci ritroviamo tutti e quattro a fumarcene una al sole, Marco
continua a dire "il Martinet si che è bella, un muro di 60
metri ... questa è poca cosa" ... anche se il passaggino sull'ultimo
tiro è piaciuto a lui ed anche a Francesco che l'ha salito bene.
Decidiamo di gradire anche la salita della Valeria. Giù a bomba,
sino alla sosta del tiro e nuovamente si riparte io per primo seguito
a breve da Marco che tutto contento per l'esteticità del tiro freme
dietro. Quattro colpi e siamo tutti e quattro in sosta, prepariamo una
calata e via la prossima tappa è il bar !
Elisabetta nella discesa mi racconta che il giorno prima hanno conosciuto
Marchisio e Romeo. A Romeo ha chiesto: "anche tu fai qualcosa sul
ghiaccio ?" ... Dopo leggendo la guida, si è accorta della
ricorrenza di un certo Romeo Isaia ...
Davanti ad un birra molti si sciolgono e la conversazione può fluire
più tranquilla. Pensate ad un romanaccio, altro che tranquilla
c'era il pericolo di sputagli in faccia il panino per non riuscire a trattenere
le risa. "La Roma non è calcio ... a me il calcio non me piace
a Roma si e un artra cosa, voi non potete capire ... a Roma non è
er Milan, l'Inter ...."
Mentre Francesco continua a parlare, e io fatico a mettere tutto il panino
nello stomaco, si decide di concludere la giornata alla diga.
Arrivati alla diga ci accoglie Romeo venuto a guardare i suoi gioielli
di ghiaccio e noi come i bambini al luna park scalpitiamo per salire in
qualsiasi modo quei flussi. Marco si è concesso anche una bella
prestazione salendo dal basso Escoppier o quel che è adesso, prima
esperienza di misto per lui ...
In ritardo come sempre salutiamo affettuosamente i nuovi amici e giù
nuovamente a perderci nelle losche statali cuneesi mai una volta un ritorno
uguale all'altro, spunta sempre una strada o un paesino nuovo o spostano
il casello autostradale di Fossano ... mah !!!
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