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La cupside terminale della Punta Martin
Introduzione:Avrei moltissime cose da dire su questa montagna a me molto cara. Vi salii per la prima volta in un settembre di circa sei anni fa. Era la mia prima escursione in montagna: la faticosa cresta sud-ovest mi fece davvero penare, ma le roccette terminali mi risultarono simpatiche non terminò l'anno che tornai ben più di cinque volte sulla sua vetta! Non era solo il fascino della Punta ad attrarmi, ma tutta la valle del Rio Baiardetta. Mi seduceva soprattutto l'asprezza del luogo, il suo isolamento: svoltata la curva a destra sul sentiero sembrava di entrare in un altro mondo, un mondo lontano dove poter dimenticare i pensieri e viaggiare con la mente (e con le gambe!) attraverso avventure fantastiche. Avevo trovato il mio parco di divertimenti personale. C'erano davvero tante cose da scoprire: il sentiero del torrente, la cresta Federici, le rocce della Baiarda, la stessa cresta sud-ovest da me percorsa e ripercorsa in qualsiasi condizione metereologica e sempre più velocemente (il mio record è di 1 ora e 15 minuti dalla stazione di Acquasanta alla vetta). In questa mia passione cercai di coinvolgere anche gli altri membri del gruppo e feci presa soprattutto su Andrea. Legati insieme percorremmo per la prima volta la cresta Federici. Successivamente andammo sovente slegati, da soli o insieme. Pian piano la nostra brama di arrampicare cresceva e non potevamo certo fare a meno di pensare alle vicine rocce della Baiarda. Andammo a fare la cresta settentrionale, poi ci fermammo alla Paretina dei due Chiodi e lì scalammo fino a sera. Incontrammo due giovanotti d'età (diciamo più di cinquanta) che, con la loro corda rattoppata ed i moschettoni tutti graffiati, salivano come grilli. Il pomeriggio strascorse allegramente. Noi eravamo alle prime armi, indubbiamente goffi nello scalare, non avevamo chiaro nemmeno come si facesse una buona assicurazione, ma sicuramente non pensavamo davvero di sbagliare il sentiero di discesa! Invece imboccammo il sentiero che sale al Gran Diedro. Con molta simpatia Carlo, uno dei due giovanotti, ci disse: "Ragazzi è meglio che non andate all'Euroflora, domani e noi ingenui: "Perché?, "Potreste perdervi anche lì!!!, rispose lui. Ora ne è passato di tempo, sicuramente potrei perdermi all'Euroflora, ma della mia valle conosco quasi tutte le pietre.
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Accesso:Il modo più comodo e divertente per raggiungere la valle del Rio Bairdadetta è sicuramente quello che parte da Acquasanta. Acquasanta si raggiuge comodamente in treno (la stazione è sulla linea Genova-Ovada-Acqui) altrimenti si può andare in autobus numero 101 AMT fa servizio tra Voltri e Acquasanta. L'ultima possibilità è quella di prendede la macchina, arrivate ad Acquasanta sin davanti al Santuario, poi imboccare a sinistra una strada che con un paio di tornanti porta sul piazzale della stazione e qui parcheggiare. Seguite il segnavia della FIE linea-punto rosso che segnala propio l'escursione sulla cresta est di Punta Martin. Acquasanta-P.ta Martin 2,5 ore
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Non vi è molto da descrivere sulla cresta sud-ovest: dal piazzale della stazione si segueno i binari in direzione Ovada sino al passaggio a livello. Attraversandolo si nota il segnavia (linea e punto rosso), sempre presente, con qualche passaggio su roccette si arriva in vetta. Molto divertente. Altro percorso interessante è il percorso del torrente. Si tratta in realtà di un percorso quasi alpinistico: per chi lo desidera vi sono molti divertenti passaggi d'arrampicata, per tutti gli altri vi è comunque la possibilità di effetuare una bella passeggiata sul letto di un rio che offre numerosi laghetti e scorci inusuali. Dopo aver superato il cancello e lasciata la vecchia casa bianca sulla sinistra, seguendo il sentiero dopo un paio di svolte si dovrebbe avere la possibilità di scendere sul letto del rio. Vi è una flebile traccia che, a seconda delle stagioni, può essere più o meno visibile. l percorso del torrente consiste nel risalire il torrente: la cosa è molto divertente in quanto nel letto del rio vi sono molti massi in cui ci si puo cimentare in un bouldering. Molti massi sono segnati da numeretti celesti (dall'uno sino al trenta circa) ma le ultime alluvioni hanno un pò modificato la posizione dei massi, rovesciandoli o trascinandoli via. Nella parte iniziale vi è un piccolo canyon, proseguendo si incontra il guado del sentiero che sale alla Punta Martin (la zona dove si trovano i massi migliori). Continuando a saltellare tra un masso e una pietra instabile si giuge al Masso del Ferrante, porta d'accesso al "mondo Baiarda", sul quale si possono effetuare numerosi passaggi.
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Diciamo innanzitutto che la stessa cresta sud-ovest, percorsa nel periodo invernale dopo un'abbondante nevicata è un'esperienza molto bella ed interessante, non è molto frequente fare un'escursione sulla neve e vedere il mare all'orizzonte! Certo è molto difficile trovare le giuste condizioni ma sicuramente è molto gratificante. Inoltre percorrendo la cresta integrale la salita diventa più divertente, basta seguire fedelmente il filo di cresta salendo tutti i torrioni che si incontrano, le difficoltà non superano mai il III, portarsi alcuni cordini per assicurarsi ai numerosi spuntoni e anche qualche chiodo. Sulla cresta sud-ovest in un generoso inverno Camino sud-ovest:E' posto sotto la vetta si raggiunge facilmente dal sentiero FIE, offre una scalata di III con uscita verso destra di IV per superare il masso incastrato. Nessuna protezione in loco, circa 12 metri. Cresta Federici:La cresta Federici nasce dal letto del Rio Baiardetta e sale sino a pochi
metri dalla vetta. L'attacco si raggiunge seguendo il sentiero d'accesso alla Baiarda sino al Masso del Ferrante, da qui proseguire sulla destra orografica risalendo il rio, sin sotto al primo salto di roccia. Attacare nel punto più favorevole tra rocce ed erba e guadagnare il pianoro sovrastante. Si può anche aggirare il primo salto salendo alla sua sinistra per roccette facili e arrivare al pianoro. Da questo una traccia di sentiero marcata con bolli di vernice azzurra porta all'attacco di un bel torrione denominato "Corno Stella" per la sua vaga somiglianza con il vero Corno Stella delle Alpi Marittime: vincerlo per un caminetto ascendente verso sinistra II (chiodi di assicurazione sul posto) e accedere alla sommità. Proseguire seguendo la traccia e il filo di cresta sino ad arrivare ad un chiodo murato proseguendo si incontra una paretina III (chiodo, spit e cordone). Ora la cresta diventa più tranquilla, con numerosi passaggi divertenti (II) si raggiunge il Dito Mondini, simpatico monolite: volendo con facile arrampicata se ne raggiunge la sommità per una bella foto ricordo. Proseguendo per un caminetto II si arriva alla croce a pochi passi dalla vetta di Punta Martin.
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