Monviso 3810 m

Versante Sud, via normale

 

Tramonto dalla piatta pianura vicino a Chieri, partendo da destra: P.ta Venezia, P.ta Udine, P.ta Roma, P.ta Gastaldi, Visolotto, Monviso, P.ta Michelis, P.ta Dante, P.ta Trento

 

Introduzione:

La prima volta che vidi il Monviso fu da Torino ne rimasi attratto, ben presto organizzai una gita per poterlo ammirare un po’ più da vicino. Partii con Paola dal Piano della Regina, era una bellissima giornata primaverile la neve ancora ammantava i pendii più ombrosi, c'incamminammo per il sentiero che sale al Pian del Re, raggiungendo il lago Chiaretto.  Il luogo aspro, le rocce, la neve e quella vetta così aguzza cominciarono a ronzare per la testa e cominciai a sognare.  Non potevo certo pensare che quei luoghi mi avrebbero stregato e che sarei tornato molte volte lungo quei sentieri per scoprire pian piano l'intera valle Po.  La mia passione per la montagna non era ancora completamente esplosa, ma stava già prendendo piede.  Quell'anno, sempre con Paola andammo al Rif. Q. Sella, al Rif. Giacoletti e da qui salimmo P.ta Udine. Ma tutto ciò non faceva che aumentare la mia voglia di montagna.   Un giorno mentre tornavamo da un'escursione dissi che mi sarebbe piaciuto, magari per la laurea, salire sul Monviso.  Beh, non passarono due mesi che mi trovavo al Pian del Re con Andrea e Antonio pronti a partire per questa nuova avventura.  Non mi ero certo laureato, ma la voglia di salire su quella piramide di roccia perfetta prese il sopravvento.  L'idea di pernottare in rifugio non ci passò per la testa nemmeno un momento, prendemmo la vecchia tenda, affittammo picozze, ramponi e caschetti e via verso questa nuova avventura.  Con noi portammo Antonio, un amico di Andrea conosciuto durante il corso d'arrampicata.  Antonio tentò già ben due volte di salire sul Viso, ma pur essendo in compagnia di una guida alpina, il brutto tempo lo fece desistere. Piazzammo il campo vicino al rifugio Quintino Sella a 2600 m.   Appena il sole ci abbandonò la serata si fece subito pungente, un tè caldo e subito a nanna.  La mattina partimmo molto in ritardo rispetto a tutti gli altri, purtroppo non avevamo una sveglia con noi, così dormimmo profondamente sino alle 5.30. Abbandonammo il campo di fretta e in breve raggiungemmo il Passo delle Sagnette al sorgere del sole. La salita fu piacevole.  I nostri più grossi problemi furono quelli con i ramponi. Avevamo le pedule da escursionismo con la suola morbida, per inesperienza nell'uso e per le scarpe inadatte, i ramponi scappavano via ogni venti trenta passi. Raggiunto il biv. Andreotti superammo il breve nevaio e iniziammo la salita su roccia.  I passi erano facili e divertenti non superavano mai il 2° e in breve senza fatica arrivammo al raccordo con la cresta Est.  Qui il panorama si apriva su tutta la valle sottostante, fu divertente vedere il rifugio sotto di noi. Ogni tanto incrociavamo qualche cordata che scendeva, eravamo in ritardo come sempre.  Ancora pochi istanti e fummo in vetta!  Eravamo arrivati in vetta al Monviso! Incredibile credo che non ci abbia mai pensato seriamente, le cose furono così rapide fummo assopiti dai preparativi che non pensai che potessi arrivare li a 3800 metri d'altezza e godere del superbo panorama.  Io ero entusiasta sembravo un bambino mi giravo da una parte contemplavo le montagne, mi giravo dall'altra e ne vedevo di nuove tutte sconosciute. Un dotto del caso m’illustro tutte quelle cime, Cervino, Bianco, Gran Paradiso, Rosa, tutte montagne che fino allora avevo visto solo su carta prendevano forma davanti ai miei occhi per partecipare tutte insieme allo spettacolo messo in piedi per me. Ero talmente inebriato dalla meta che mi dimenticai di Andrea, che dopo aver fatto la foto di rito si era appartato. Stava male, era afflitto dal mal di montagna. Lui ne arrivava dalla Corsica e un dislivello di quasi quattromila metri in un paio di giorni era eccessivo. Scendemmo rapidamente, io assicuravo Andrea con la corda, non mi fidavo a farlo scendere da solo, accusava mal di testa e nausea, poi rapidamente recuperavo la corda, per la discesa successiva.  Con la discesa le condizioni di Andrea miglioravano sensibilmente, tanto che potemmo scendere slegati tutti e tre.  Giunti al Ghiacciaio di Viso fui io ad avere un passaggio a vuoto, ero stanco e stressato dalla discesa, venne Andrea a rincuorarmi, mangiammo una tavoletta di cioccolata che serbavo nello zaino.  Scivolando sul ghiacciaio mi ripresi e in breve fummo al passo delle Sagnette. Da qui in breve al campo. Non contento dell'esperienza dell'Argentera, diedi appuntamento a Paola al rif. Sella per le 15.00  Durante la discesa avemmo lo sgradevole compito di avvertire, con un passaparola, i soccorsi per due ragazzi rimasti bloccati sulla cresta est. La povera Paola si trovò sola al rifugio con un elicottero che le ronzava sulla testa in attesa di vederci arrivare.  La gioia che provai nel vederla li fu enorme.    Smontammo il campo, Antonio andò avanti in quanto aveva preso una storta e non voleva aspettare troppo. Andrea, Paola ed io percorremmo il sentiero con due lampade. Assistemmo ad uno spettacolo stupendo. Il cielo era una volta scura disseminata di stelle lucentissime. Mai ne vidi così tante, l'ombra del Viso era la non incuteva nessun timore ormai era un nostro amico, al quale andava rispetto e gratitudine per la bell’esperienza che ci fece provare. 

 

 

Prima salita:

W. Mathews, W. Jacomb; J. Baptiste e M. Croz il 28 agosto 1861

Impegno:

La salita al rifugio Quintino Sella (2640 m) dal Pian del Re (2020 m) richiede 2 ore con un dislivello di 650 m. La salita alla vetta comporta il superamento di 1300 m di dislivello in circa 4 ore.

Difficoltà: F+

Concentrate nel superamento del colle delle Sagnette (attrezzato con catene), La cresta oppone alcuni passaggi su roccia di I e II°

Piaceri:

Il panorama dalla vetta è maestoso. L'occhi può spaziare dall'immensa pianura padana, al grupppo del Rosa, al Bianco, al Gran Paradiso, sino al Cervino, e alla vicina Argentera. Insomma tutte le più importanti vette dell'arco alpino occidentale possono essere osservate da questo famoso pulpito.

Punti di Appoggio:

Rifugio Quintino Sella, del CAI Monviso offre 170 posti letto e 30 nel locale invernale. Tel: 0175 94943 - 0175 94158

Accesso:

Da Crissolo prende sulla destra la stretta strada che porta prima al pian della Regina (detto anche Pian Melze 1714). In giornate di particolare affollamento la strada viene chiusa qui essendoci un vasto parcheggio. Dopo alcuni km e parecchi tornanti giunge al pian del Re. Seguire l'evidente sentiero V13 che sale sopra la sorgente del Po e seguendolo si arriva al rifugio.

Via di salita:

Dal rifugio, imbocare il sentiero che sale verso la bastionata rocciosa che nasconde il passo delle Sagnette. Con alcuni passaggi esposti ma attrezzati con catene si raggiunge il passo. Dal Passo delle Sagnette si scende all'ampio pianoro costituito da blocchi e rocce rotte, seguendo un'evidente traccia verso sinistra si raggiunge la morena del ghiacciaio di Viso. La morena si supera in corrispondenza di un grande ometto e si attraversa la conca puntando ad una parete rossastra. Si volge a destra e risalendo una rampa si giunge al bivacco Andreotti (3225 m), che da accesso al piccolo ghiacciaio di Sella. Rimontato il ghiacciaio si incontra un'evidente cengia che taglia la parete sud del Monviso. Si segue la cengia verso sinistra (attenzione pericolo di caduta massi nei pressi della cascata, evidente scritta sulla roccia) e si piega a destra per roccette e piccole cengie, poi a sinistra per gradoni sino ad una spalla. Proseguendo si arriva ad un camino alto 7/8 metri che si risale sul fondo, si prosegue a sinistra sino ad una cengia detritica, ottimo punto di sosta. Si sale lungo la cresta nei pressi della caratteristica guglia Duomo di MIlano (3500 m), si superano rocce articolate giungendo alla base di una paretina. Si prosegue a destra per una spaccatura e una placca nevosa poi a sinistra su un buon terrazzo. Il successivo risalto si supera lungo piccoli camini "i Fornelli" (II). Si giunge ad una spalla della cresta sud-est da dove si vede il rifugio. Proseguendo per rocce rotte si passa vicino al gendarme "Testa d'Acquila" si supera un canalone e si guadagna la cresta est. Piegando a sinistra superando gli ultimi risalti si giunge in vetta.

Discesa:

Lungo la via di salita.

Cartografia e bilbiografia:

Tavoletta IGC 1:50.000 n°6

"Vette delle Alpi" dalla Liguria al Monviso - A. Parodi - Ed. A. Parodi 1996

"Monviso e le sue valli" vol. 1 - G. Berruto - Ed. Istituto Geografico Centrale 1986

"Montagne d'Oc" - A. Parodi, N. Villani e F. Scotto 1982 - CDA

"Monviso re di pietra" E. Nicoli - Ed. Ghibaudo 1993

Altri itinerari:

La cresta Est è una bella arrampicata con un dislivello di 1000 metri e gradata PD+ è sicuramente una via consigliabile e di grande soddisfazzione. Altro famoso itinerario è il canalone nord o meglio conosciuto come canalone Coolidge

 

 

Alba al passo delle Sagnette

L'ampia parete sud

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Punta Baretti

Scorcio sulla cresta est

 

In vetta