Canalone Jager al Mount Blanc du Tacul

 

L'uscita del canale

 

 

Introduzione:

La sveglia suona per poco, siamo quasi tutti e tre svegli, al rifugio cosmico i cosmonauti non dormono molto, il loro sonno è turbato dai giganti che fuori li attendono, anch'essi ardono dalla voglia di giocare.
Ci alziamo titubanti e cominciamo a barcollare nel buio verso il col du Gros Rognon, fortunatamente Stefano conosce il percorso, io avrei impiegato molto più tempo per trovarlo ... Aggiriamo invisibili crepacci, contorniamo giganteschi obelischi di inscalabile roccia, le nostre lampade sono proprio poca cosa in quell'ambiente così enorme e scuro. Il riverbero della neve ci aiuta a capire di essere ancora sulla terra e ci conduce nei pressi della base del canale. Stefano è teso, io ho un pò il fiatone, Giovanni imperturbabile segue senza lamento alcuno. Superiamo i primi pendii e navigando a vista in questo bianco sporco giungendo alla crepaccia terminale, la nostra colonna d'ercole, il ponte tra il conosciuto e l'incognito. Il passaggio è facile ma alquanto esposto ... Traghetto i miei compagni gioioso come sempre quando l'ambiente mi emoziona. Ci siamo, adesso si comincia ! Stefano è una corda di violino e cerca in me un pretesto per sfogare la sua tensione. Io come sempre non capisco e probabilmente assecondato da un sentimento di indipendenza prendo la palla al balzo per poter navigare in solitaria su quel bianco verticale mare.
La tensione svanisce con le prime piccate, l'acqua è solidificata in modo perfetto, la pendenza comincia ad essere interessante insomma gli attriti lasciano posto al divertimento. Arrampichiamo alla sola luce della lampada, il resto attorno è buio, si percepisce la roccia ai lati, il canale deve essere ben stretto. E' una sensazione strana ma molto bella salire nel bianco dentro il nero verso il sole che verrà.
I movimenti vengono uno dietro l'altro la fatica è nulla in questi momenti quando non sono le gambe e nemmeno le braccia che spingono, è la testa che fa tutto il lavoro. Alimenta gli arti con linfa superiore, evita loro di faticare perchè anch'essi gioiscono ad ogni movimento tutto il corpo freme per la bellezza degli istanti che sta vivendo. In questi frangenti non c'è fatica che non possa essere superata, è il nostro essere che si glorifica nell'azione.
Lentamente il sole comincia a prendere possesso del suo posto e il cielo del chiarore mattutino acuisce le sensazioni, pian piano ciò che avevi cercato di intuire si materializza. Vedi le rocce, i torrioni, il cielo, la neve, il vuoto ... altra birra per le gambe e altra dose di stupore. Nell'oscurità prudentemente non mi allontanavo molto dalla "mia cordata" ma adesso che vedo posso spaziare assecondare la mia mente a guidare il corpo dove meglio crede. Ormai è chiaro, vedo l'uscita ancora lontana, noto vari figuri che da basso salgono con buon piglio. Lo sguardo però è ormai concentrato su quel lenzuolino finale, lassù sopra la mia testa.
Pur essendo in estasi il corpo comincia a dare segni di stanchezza, vorrebbe fermasi a riposare, ma la mente spegne le orecchie e i lamenti non vengono ascoltati. L'ordine è tassativo arrivare lassù con le proprie forze e per primo. I figuri corrono, il corpo arranca, ad ogni passo cerca di rifiatare un pochino, cerca percorsi meno faticosi, ma la mente dona lui nuova linfa, supportata dal bel salto finale che promette nuove emozioni. Arrivano i figuri, due parole di saluto, ma ormai è chiaro che la mente ha vinto sul corpo e sul mondo, è giunta dove voleva godendo del luogo e consacrando l'essere che la ospita al dio del vento. Lassù su quella cresta seicentometri sopra il buio, lo spettacolo è di quelli che si ricorderanno a lungo, con le cime ancora ovattate nelle nubi mattutine e il sole che comincia tiepidamente a diradarle ... Gioia, soddisfazione, incredulità cmq sia è fatta bravi a tutti un'altra giornata da serbare nei bei ricordi.

 

 

 

Prima salita:

P. Barthelemy e C. Jager - 12 giugno 1964

Impegno:

Dal Rif. Cosmiques all'attacco 1h30, dal rif. Torino considerare un'oretta di più. Il canale ha un dislivello di 600 m

Difficoltà: D

Il percorso sino al col du Gros Rognon è sempre ben tracciato ma anche molto crepacciato, La terminale di solito si supera sulla destra, pendenze 55° con un tratto a 60° nella strettoia iniziale e del misto in uscita.

Materiale:

Qualche chiodo da ghiaccio, il secondo attrezzo è utile

Piaceri:

L'ambiente è molto selvaggio e grandioso, il canale è bello e ingaggiante.

Punti di appoggio

Rif. Cosmiques 3613 m - Tel. +33(0)450544016, 145 posti aperto da metà febbraio a metà ottobre. Dall'arrivo della funivia dell'Aguille du Midi scendere la cresta NE e con percorso verso SE passando sotto la parete S dell'Aguille du Midi si perviene al rifugio.

Rif. Torino 3338 m - Tel. 0165 846484, 42 posti sempre aperto. E' situato all'arrivo della funivia La Palud - punta Helbronner.

Accesso:

Dal rifugio seguire la sempre presente traccia che conduce al col du Gros Rognon, occhio ai crepacci nei pressi del colle. Giunti al colle scendere con ampio semicerchio verso la base della parete ovest del Mount Blanc du Tacul. Il canale è evidente subito a destra del Gervasutti.

Via di salita:

Risalire il primo pendio nevoso che conduce alla crepaccia terminale. Di solito si supera sulla destra su un ponte di neve, esposto. Superata la terminale, proseguire sul pendio che pian piano si restringe giungendo ad una strettoia larga 3/4 m pendenze intorno ai 60°. Superata la strettoia si giunge ad una zona con delle rocce affioranti, presenza di ghiaccio, passarle a sinistra e proseguire. Si giunge ad una zona dove il canale si allarga, qui prendere a destra sino attaccare le roccette che chiudono in alto il canale. Con facile passo di misto si sbuca sul bel lenzuolino finale che conduce in cresta.

Discesa:

Dalla cresta per traccia scendere sulla via normale al Tacul e da questa facilmente alrif. Cosmiques.

Cartografia e bilbiografia:

"Neige, glace et mixte" tome 2 - F. Damilano - JMEditions

Altri itinerari:

Troppi per essere elencati ... Consiglio vivamente di comprare la guida di Damilano è fatta benissimo e mette un sacco di voglie ...

 

 

 

 

 

Ambiente ...

 

Un pò di chiaro ...

 

l'uscita del canale

 

A luce arrivata, spuntano altri avventori

 

I primi inseguitori

 

superano la strettoia

il bel pendio finale

Panorama dalla cresta

 

a tratti esposta ...

 

Francesco si gode l'avventura

 

ecco Stefano e Giovanni

 

Stefano

 

Giovanni

 

"bip bip" meglio il labiale

 

Seracchi

 

dalle ardite forme