Gran Paradiso 4061 m

Versante sud-ovest

 

Il Gran Paradiso dal Ciarforon

 

Introduzione:

Il Gran Paradiso è considerato il più facile dei "quattromila". Forse ciò è vero, ma sicuramente è anche vero che non essendo servito da nessun tipo di impianto a fune, ci si guadagna ogni metro. Quindi è necessario superare 2200 m di dislivello dalla macchina alla vetta. L'impegno che richede è sicuramente più fisico che tecnico, ma è secondo me più di soddisfazzione che salire agevolati da funivie o altre diavolerie. L'ambiente inoltre è molto suggestivo, l'unico neo è quello dell'affollamento, segliere una giornata feriale è oramai quasi d'obbligo, non solo per il pernottamento, ma anche per godere qualche piacere del luogo. Consigliabile da questo punto di vista la salita dal rif. Chabod, che essendo leggermente più difficile di quella dal rif. V. Emanuele, permette di godere dell'ambienete severo del versante nord ovest della montagna.

 

Prima salita:

J. J. Cowel, W. Dundas, M. Payot e J. Tairraz il 4 Settembre 1860

Impegno:

Da Pont al rif. Chabod 2 ore e mezza con 800 m di dislivello, da questo alla vetta 1300 m in circa 5 ore

Difficoltà: F+

L'attraversamento del ghiaccio di Laveciau non è difficile, ma richiede un minimo di attenzione. La cresta rocciosa sommitale oppone difficoltà di I° attrezzate con corde fisse e il superamento di un piccolo passaggio esposto attrezzato con alcuni spit.

Piaceri:

L'ambiente è grandioso, l'escursione permette di compiere una bella traversata.

Punti di Appoggio:

Rif. Chabod 2750 m, offre 110 posti letto più 16 nel locale invernale. Tel: 0165 95574

Rif. V. Emanuele II, offre 130 posti. Tel: 0165 95920

Accesso:

Imboccare la Valsavarenche e risalirla. Tre km prima di Pont, ultima frazione della valle, superato il campeggio Gran Paradiso, parcheggiare sulla sinista in uno spiazzo. Imboccare il sentiero che sale al rifugio Chabod e raggiungerlo in circa 2 ore e mezza.

Via di salita:

Dal rifugio dirigersi verso destra seguendo la condotta d'acqua che rifornisce il rifugio. Si continua a seguire la condotta sino a pervenire alla morena del lato destro orografico del ghiacciaio di Lavesciau (2790 m 30 min.). Da qui per ometti ed evidenti tracce si segue la morena sino a mettere piede sul ghiacciaio. Si risale il ghiacciaio, evidenti tracce spesso presenti, passando vicino a spettacolari seracchi e sotto la parete nord-ovest del Gran Paradiso, giungendo alla Schiena d'Asino dove ci si ricollega con la via dal rif. V. Emanuele. Superatala Schiena d'asino si raggiunge il colle posto a nord della Becca di Moncrovè. Dirigendosi verso nord con ampio semicerchio superare la crepaccia terminale e raggiungere le rocce della cresta. Risalire la cresta prima per pietre mosse poi con facili passaggi (I) attrezzati con corde fisse, si giunge ad un passaggio esposto sul versante est, che si supera con una piccola spaccata (spit presenti in posto) e si giunge alla Madonna presente in vetta.

Discesa:

Ripercorrere il percorso dell'andata sino sotto alla schiena d'Asino, da qui imboccare l'evidente traccia, sempre presente della via normale dal rif. V. Emanuele, che conduce verso sinistra ad un facile pianoro e da qui facilmnte alla fine del ghiacciaio. Seguendo i numerosi ometti si scende per rocce e pietraie si giunge al rifugio (2 ore e mezza). Da questo si scende a Pont per ottimo sentiero (2 ore).

Cartografia e bibliografia:

Tavoletta IGC 1:25.000 n°101

"Gran Paradiso e Valli di Lanzo" Le 100 più belle ascensioni - G.C. Grassi - Ed. Zanichelli 1982

"Gran Paradiso" Guida dei Monti d'Italia - E. Andreis, R. Chabot e M.C. Santi - CAI/TCI 1980

 

Altri itinerari:

La parete nord-ovest è un scivolo di ghiaccio di 600 m molto attraente...

Il versante est del Gran Paradiso è un mondo ancora incantato, in ambiente grandioso e solitario, attacco dal bivacco Pol che già richiede un discreto impegno per essere raggiunto.