Parete Nord - via classica |
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Prima salita:Probabilmente l'ing. Guarducci nel luglio 1880, sicuramente E. Allegra, U Sandrinelli e P. Daynè il 24 giugno 1902 Impegno:Da Pont (1980 m) al Rifugio Vittorio Emanuele (2750 m) circa 2,5 ore con 870 m di dislivello, dal rifugio alla vetta è necessario superare ancora 910 m Difficoltà: AD+Le difficoltà tecniche sono concentrate nel traverso verso il canalino (30 m - 50°) e al superamento del canalino stesso (pochi metri a 65°). Necessari chiodi da ghiaccio, consigliabili due attrezzi. Piaceri:Grande e bellissima via, se in buone condizioni permette di godere di un'arrampicata veramente piacevole senza impegnarsi in passaggi difficili. L'ambiente è grandioso. Dall'affolato rifugio mettendo piede sulla morena di Moncrovè ci si accorge di essere soli e ciò aggiunge quel tocco di magia in più... Punti di Appoggio:Rifugio V. Emanuele 130 posti letto tel: 0165-95920, spesso affollato essendo base di partenza per la normale al Gran Paradiso. Accesso:Da Pont, dove si parcheggia, si attraversa il torrente e si imbocca l'evidente sentiero che sale al rifugio V. Emanuele. Dal rifugio costeggiare il piccolo laghetto posto sotto al rifugio e contornarlo verso sinistra sino a incontrare l'evidente traccia che conduce sulla morena del ghiacciaio di Moncrovè. Risalire la morena per tracce ed ometti sino a che questa spiana, in corrispondenza di numerosi ometti si traversa verso il ghiacciaio di Moncrovè. Non conviene salire direttamente alla base della pèarete, ma fare un ampio semicerchio da sinistra verso destra per evitare alcuni crepacci. Questo tratto comunque è soggetto alle condizioni del ghiacciaio, conviene quindi trovarsi il modo migliore per raggiungere la crepaccia terminale a circa 3300 m. Via di salita:Superata la crepaccia nel punto più conveniente, attaccare la parete nel punto più basso della crepaccia e salire direttamente per pendii di neve a 45°, sino a che il pendio ripulito dalla neve espone il ghiaccio. Circa 100 m. Salire lasciando le rocce a sinistra una lunghezza di corda (50 m) su ghiaccio a 50°, sosta su vite e picozze. Il secondo tiro rappresenta la lunghezza di corda, a mio avviso più impegnativa. Traversare verso destra per arrivare alla base del canalino, delicato 30 m ghiaccio a 50° nella parte iniziale. Giunti alle rocce sulla destra alla base del canalino si sosta su chiodo da roccia e picozza. Lasciato il chiodo. Attaccare il canalino con un singolo passo divertente a 65° e andare a sostare sulle rocce soprastanti 15 m, sosta su viti da ghiaccio. Adesso ci si trova alla base della calotta. Altre due lunghezze di corda sui 50° su ghiaccio ma sotto dieci cm di neve, molto divertenti e spettacolari. Infine procedendo anche di conserva con due tiri da 50 m non molto ripidi 35/40° si esce in cima alla calotta. Esiste anche la possibilità di evitare il traverso su ghiaccio che porta alla base del canalino. Dalla crepaccia terminale traversare orizzontalmente a destra sino a portarsi sotto la verticale del canalino e da qui cominciare a salire, neve e ghiaccio a 45°, ricollegandosi all'itinerario descritto alla base del canalino.
Discesa:Vi sono varie possibilità di discesa. La cresta nord-est su roccia e ghiaccio, passaggi sino al III pendii di neve sino a 40°. Il versante Ovest, lungo la cresta ovest per canale a 45° poi rocce rotte e sfasciumi infine sul gh. di Monciair. Noi seguimmo la cresta ovest per rocce e neve sino a incontrare il ripido canale. Dall'uscita della via procedere sulla cresta ovest sino a reperire un ampio canale di neve. Scendere sul canale o per rocce alla sua destra (scendendo) sino a che questo è meno ripido. Il canale porta ad un nevaio a sinistra si trova il colle del Ciarforon ai piedi della cresta nord-est della Monciair. A questo punto si può decidere se andare a sinistra verso il colle del Ciarforon e da questo scendere sul ghiacciaio di Monciar, oppure proseguire verso destra andando a cercare un altro canale nevoso lungo 200 metri con una strozzatura che si aggira verso sinistra, per sfasciumi. Scendere sul ghiacciaio di Monciar. Giunti sul ghiacciaio non perdere troppa quota, ma traversare sotto la parete ovest del Ciarforon, fare attenzione per la presenza di alcuni crepacci e raggiungere la quota 2940 m alla base della cresta nord-ovrst del Ciarforn, evidenti ometti e da qui raggingere la morena e il rifugio. Cartografia e bibliografia:Tavoletta IGC 1:25.000 n°101 " Gran Paradiso e Valli di Lanzo " Le 100 più belle ascensioni - G.C. Grassi - Ed. Zanichelli 1982 " Gran Paradiso " Guida dei Monti d'Italia - E. Andreis, R. Chabot e M.C. Santi - CAI/TCI 1980 Altri itinerari:La via Chiara, supera il seracco alla sinistra del canalino, sembra interessante ... anche se la parete ovest del Gran Paradiso sembra esserlo di più !!!
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