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Prima salita:E. e A. Bonacossa il 5 Agosto 1925 Impegno:Da Chiappera al Biv. Barenghi (2820 m) 3 h 30' Alternativa dal versante francese è il rif. de Chambeyron (2640 m) 2 h 00' da Foullaise in Ubaye Difficoltà: D (D- per la variante di destra)Il canale nord ha una lunghezza di circa 350 m. In condizioni di buon innevamento non vi sono pericoli oggettivi, in caso contrario prestare massima attenzione alla probabilità di caduta pietre dal canale Bujon, casco indispensabile ! Il canale di salita in alto si biforca in due rami. Il ramo di sinistra presenta un corto canalino spesso con ghiaccio e il superamento di un camino. Quello di destra necessita l'attraversamento di un imbuto di neve molto esposto e la scalata di una bella goulotte di ghiaccio e rocce con alcuni passaggi di misto. Attenzione in entrambi i casi alla cornice sommitale. Piaceri:Il canale è bellissimo, incassato e ripido. Dalla vetta ottimo panorama sul Monviso e su tutte le vette circostanti. Punti di Appoggio:Biv. Barenghi 2820 m, sempre aperto 9 posti letto con coperte. Rifugio Campo Base con campeggio posto alla fine della strada asfaltata all'attacco del sentiero Accesso:Risalire la val Maira sino alla sua fine giungendo a Chiappera da cui si segue la strada in terra battuta che sale il versante destro orografico della valle. Seguire il sentiero per il rif. Stroppia (2260 m) sino a raggiungere la piccola costruzione chiusa chiavi a Chiappera. Inoltrarsi nel vallone dello Stroppia sino al suo termine dove è situato il bivacco. Dal bivacco seguire il sentiero per il col Gippera 2930 m. Da questo traversare a sinistra per sfasciumi sino a raggiungere la base dell'evidente canale. Via di salita:Risalire il conoide tenedosi sulla sinistra al riparo da eventuali scariche di pietre, sino a che il canale si biforca in due rami. Quello di sinistra è il canale Bujon utilizzato spesso come via di discesa. Imboccare il canale che si apre a destra sino ad una prima strozzatura con un passaggio ripido spesso con ghiaccio. Il pendio sovratante si presenta splendido con pendenze intorno ai 50/55°. Risalirlo sulla destra sino a giungere all'imbuto di neve. La via originale traversa a sinistra e risale una rampa sino ad un isolotto roccioso, proseguendo sempre a sinistra lungo un canalino con ghiaccio. Con molta neve le difficoltà diminuiscosco, altrimenti si è costretti a superare un camino che obbliga ad un delicato passaggio di misto sino ad uscire in cresta. Una bella e logica variante percorre direttamente la goulotte che segue l'imbuto di neve. Attraversare l'imbuto, prestare attenzione in quanto il pendio pensile è molto esposto e aggentante sulla parete nord. Affrontare la bella goulotte di ghiaccio e rocce passaggi a 60° e di misto (II) sino ad un ripiano da dove sempre su misto si giunge alla cornice sommitale che si aggira sulla destra per rocce. Con abbondante innevamento le difficoltà dovrebbero essere minori. Discesa:Dalla vetta reperire sulla sinistra presso un intaglio l'ancoraggio su spit con catena per la prima corda doppia di circa 20 m. Con un'altra calata, sempre su spit, di circa 15 m si raggiunge una zona di cenge, ometto. In caso di buon innevaento è consigliabile scendere per il canale Bujon quindi seguire gli ometti sulla sinistra scendendo (in questo tratto vi sono numerosi cordini per eventuali doppie, ma sconsigliabili data la numerosa quantità di dedriti) sino ad incontrare il canale dal quale si ritorna alla base dell'itinerario di salita. Se invece le condizioni di neve non sono tali da garantire una buona sicurezza è conveniente scendere lungo la via normale. Dopo le doppie scendere per sfasciumi e cenge seguendo sempre gli ometti. Il percorso è ben segnalato, ma necessita sempre di attenzione data la notevole quantità di pietre mosse, dedriti e la pessima qualità della roccia. Si perviene alla cengia molto evidente che taglia gran parte della parete est con qualche passo di II, chiodo in posto, pendii di neve e sempre gli immancabili detriti si giunge nei pressi di un ardito torrione, scendendo un ultimo pendio di neve finalmente alla base della parete e al ghiaione sottostante. Traversando a sinistra per tracce al col des Terres Jaunes e da questo al col Gippera.
Cartografia e bilbiografia:"Vette delle Alpi, dalla Liguria al Monviso" - A. Parodi 1996 "Montagne d'Oc" - A. Parodi, N. Villani e F. Scotto 1982 - CDA Altri itinerari:Non vi sono altri itinerari di interesse. Sconsigliabile anche la sola salita lungo la via normale data la pessima qualità della roccia.
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