Becco Meridionale della Tribolazione 3360 m

Cresta Sud-Sud-Ovest e via Malvassora

 

La meravigliosa piramide sommitale del Becco

 

Introduzione:

Il Becco Meridionale della Tribolazione è una montagna magnifica. Già risalendo la valle dell'Orco in auto se ne possono apprezzare le ardite forme, che calamitano lo sguardo soprattutto quando si giunge alla diga di Teleccio. Ha una forma piramidale molto slanciata e la parete sud-est è di colore rossiccio che crea un forte contrasto con l'azzurro del cielo. Il Becco è giustamente una montagna famosa soprattutto per le vie di roccia che percorrono la parete sud-est. La cresta sud-sud-ovest è un bell'itinerario, non lungo che permette di apprezzare la montagna sotto tutti i suoi aspetti. La solitudine della risalita del faticoso colletto dei Becchi e l'ottima roccia, un magnifico gneiss. Mentre la Malvassora è una gran classica del gruppo del Gran Paradiso, sicuramente nel suo genere (il quarto grado) ha ben pochi rivali.

 

Cresta sud-sud-ovest

Prima salita:

G. Dumontel e L. e M. Borelli 22 luglio 1907

Impegno:

Dalla diga di Teleccio (1870 m) al Colletto dei Becchi (3167 m) richiede 3.30/4 ore con un dislivello di 1200 m su traccie di sentiero . La salita alla vetta per la cresta S-S-O comporta il superamento di 295 m di sviluppo in circa 1-30/2 ore.

Difficoltà: PD

La cresta S-S-O presenta difficoltà massime di III, pur essendo un pò esposta offre una divertente e facile arrampicata.

Piaceri:

La salita al Colletto dei Becchi è faticosa, ma offre una vista stupenda su tutta la parete sud-est del Becco. In vetta panorama grandioso sulla Becca di Gay, i Becchi della Tribolazione, il Gran Paradiso, il Gran San Pietro nonchè sul Becco di Valsoera e tutta la testata del vallone di Piantonetto.

Punti di Appoggio:

Rifugio Pontese 2200 m, alla Muanda di Teleccio 50 posti tel: 0124-800186

Accesso:

Da Pont Canavese si imbovva la valle dell'Orco che si risale sino a Rosone, dove si imbocca sulla destra una strada che conduce alla diga di Teleccio nel vallone di Piantonetto. La strada dapprima asfaltata diventa sterrata e con percorso tortuoso giunge alla diga di Teleccio dove si lascia l'auto. Attraversare la diga e dirigersi verso destra costeggiando inizialmente il lago. Cominciare a salire sino a giungere all'Alpe Fiumetto 2152 m, 1 ora. Seguire adesso i bolli di vernice rossa che conducono per tracce ad un valloncino posto alla base del Becco (1 ora e mezza). Dirigersi verso sinistra individuando il Colletto dei Becchi subito a sinistra delle rocce del Becco Meridionale della Tribolazione. Da non confondere con il Colle di Noaschetta posto a sinistra del ripido colletto. Risalire il faticoso Colletto dei Becchi (3167 m) per ripide tracce 1 ora.

Si può raggiungere il Colletto dei Becchi anche dal rifugio Pontese. In questo caso dall'auto seguire la strada in terra battuta che costeggiando la sponda sinistra (idrografica) del lago conduce alla ripida salita che adduce al rifugio (1 ora). Dal rifugio per sentiero verso l'Alpe Muanda di Teleccio e da questa traversando sotto la parete sud-est del Becco ci si raggiunge il valloncino che dà accesso al colletto. (2/2.30 ore)

Via di salita:

Dal Colletto dei Becchi salire in direzione della cresta superando una facile paretina alta una decina di metri. Seguire il filo, evitando volendo le difficoltà maggiori sul versante di Noaschetta. Raggiunto uno spuntone alla base di una placca inclinata in forte esposizione si incontrano gli spit della via Pin-up. Seguendo i quali, con facili lunghezze di corda, si perviene in vetta.

Discesa:

Si effettua lungo la parete ovest. Dalla sommità effettuare una prima corda doppia da 20 metri reperendo un altro ancoraggio, sul quale si attrezza una seconda corda doppia di 20 m. La parete è appoggiata ed èconsigliabile scendere per le evidenti cenge che solcano in diagonale la parete. Scendere verso sinistra e raggiungere in breve la parte iniziale della cresta e per questa al Colletto dei Becchi. Da qui seguendo l'itinerario di salita si ritorna alla diga. 2.30/3 ore.

 

via Malvassora

Prima salita:

A. Garzini e P. Malvassora il 29 giugno 1951

Impegno:

Dal rif. Pontese alla base dello zoccolo considerare due ore di cammino. Per il superamento dello zoccolo, 250 m con qualche passaggio di II°, dai 30-45 min. La via ha uno sviluppo di 300 m. Portare due corde da 50 m, molto utili nelle calate.

Difficoltà: D

Massimo 4c, i chiodi necessari sono in posto.

Piaceri:

La salita è facile, la roccia ottima, l'ambiente totale, il panorama unico. Direi che sono buoni elementi per farci una cappatina, del resto la Malvassora è una gran classica.

Punti di Appoggio:

Rifugio Pontese 2200 m, alla Muanda di Teleccio 50 posti tel: 0124-800186

Accesso:

Come per la cresta sso, giunti alla diga di Teleccio, prendere la mulattiera sulla sinistra idr. che costeggiando il lago sale al rif. Pontese. Da questo si prosegue lungo il sentiero e si svolta a sinistra sopra un ponticello di legno. Dopo un'ora circa di cammino si giunge al Pian del Principe, splendido balcone su tutto il vallone di Piantonetto. Da qui cominciano le pietraie. Seguendo i vari ometti si risale una valletta che conduce verso il Colletto dei Becchi. Giunti alla base della pietraia che scende dal Becco Meridionale, si abbandona il sentiero e con fatica la si risale verso la base dello zoccolo (2 ore circa dal Pontese). Per il superamento dei 200/250 metri dello zoccolo è necessario superare alcuni passi di II. Si attacca lo zoccolo nella parte superiore in corrispondenza di una fessura diagonale (evidente ometto sulle rocce). Seguendo le tracce di passaggio e gli ometti si giunge in breve alla grande cengia alla base della parete. (30-50 min.)

Via di salita:

L'attacco della via è alla base dell'evidente sperone centrale che taglia in due la parete. In posto vi è anche un enorme ometto. Attaccare indifferentemente a destra dello sperone per un diedro oppure a sinistra un camino, (la mattina la parte a destra è in ombra) sino a raggiungere una placchetta più ostica, superarla sulla destra (4b). Traversare a sinistra per gradoni sino alla base di un bel diedro. Scalarlo (4b) ed uscire sulla sinistra giungendo su un comodo terrazzino vicino allo spigolo. Proseguire per una paretina e un diedro verticale ben manigliato (4b) che conduce sullo spigolo. Superarlo sino ad un comoda cengia (4b). Proseguire a sinistra dove la cengia si restringe superare un diedro aperto e per gradoni un altro diedro (4b). Al termine del quale per una liscia placca si perviene al camino (passo chiave della salita 4c, il passaggio è ben chiodato). Superato il camino continuare per un canalino sino a giungere ad una grande cengia che taglia tutto il settore sinistro della parete. Proseguire alcuni metri verso destra, quindi per una serie di diedri piegare a sinistra (4b). Per lastroni si giunge al centro della cresta sommitale nei pressi della vetta.

Discesa:

In doppia su una delle vie moderne.

 

Cartografia e bibliografia:

Tavoletta n° 101 scala 1:25000 I.C.G.

"Rock Paradise" - M. Oviglia - Ed. Versante Sud - 2000

"Gran Paradiso" - In cima 78 normali - SUCAI Torino - Ed. Blu - 1998

"Gran Paradiso e Valli di Lanzo" Le 100 più belle ascensioni - G.C. Grassi - Ed. Zanichelli 1982

"Gran Paradiso" Guida dei Monti d'Italia - E. Andreis, R. Chabot e M.C. Santi - CAI/TCI 1980

 

Altri itinerari:

La via Grassi-Re sembra senza dubbio bellissima, ritenuta una gran via tra il classico e il moderno...

 

Qualche immagine ...

 

Alba sulla bella piramide del Becco

Sullo zoccolo

Andrea sul secondo tiro

Una vista alla Grassi-Re ...

Francesco lungo il terzo tiro

         

Francesco in vetta

Andrea alla prima calata ...

... e in attesa a metà parete