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Versante Nord-Est e parete Est |
Prima salita:W.A.B. Coolidge, G. Yeld, C. Almer e S. Henry nel 1885 Impegno:DaValnontey (1666) al bivacco Leonessa (2930 m) circa 4 ore con 1300 m di dislivello, dal bivacco alla vetta è necessario superare ancora 910 m impiegando circa 4/5 ore Difficoltà: PDLa risalita del ghiacciaio può essere complicata essendo molto crepacciato, dalla crepaccia terminale se si affronta il ripido pendio nevoso che scende dalla vetta si incontrano difficoltà maggiori 100 m max 65°, se invece si sceglie la soluzione per rocce si superano alcuni passaggi di I e II Piaceri:L'ambiente è grandioso, si gode un'ottimo panorama sia sul vicino Herbetet, sia sul tormentato ghiaciaio della Tribolazione. Dalla vetta panorama superbo su tutto il gruppo con in primo piano il Piccolo e il Gran Paradiso. Punti di Appoggio:Bivacco Leonessa, bella costruzione in legno dispone di 12 posti e coperte. Accesso:Da Valnontey procedere lungo il torrente (evidenti cartelli indicatori), passare accanto alle baite di Valmiana, tralasciare il bivio sulla destra che porta all'alpe Money. Continuare diritti sino ad attraversare il torrente su un bel ponticello di legno, proseguire per la piana alluvionale del torrente sino ad incontrare sulla destra un sentiero che sale verso i casolari dell'Herbetet. Imboccarlo e giungere alle baite del parco. Ottimo panorama sulla testatat della valle. Proseguire il sentiero che in breve porta al bivacco Leonessa. Via di salita:Dal bivacco Leonessa raggiungere la morena laterale del ghiacciaio, risalirla sino a che essa termina in corrispondenza delle ultime propaggini della cresta est dell'Herbetet. Mettere piede sul ghiacciaio e risalirlo dapprima vicino alla parete sud-est dell'Herbetet poi allontanandosi progressivamente verso il centro del ghiacciaio. Superare il salto centrale del ghiacciaio di Tsasset che presenta in questo tratto numerosi crepacci. Dirigersi ora verso la direttrice di calata della vetta. Superare la crepaccia terminale e raggiungere il bel pendio nevoso posto sotto la vetta. Risalirlo sino in vetta, nel tratto ripido meglio avere due attrezzi. Oppure dalla crepaccia salire il ripido pendio nevoso posto sulla destra della direttrice della vetta sino a raggiungere le rocce che con facili passi (I, II) conducono sulla calotta glaciale che precede la vetta. Discesa:Lungo la via di salita Cartografia e bibliografia:Tavoletta IGC 1:25.000 n°101 "Gran Paradiso e Valli di Lanzo" Le 100 più belle ascensioni - G.C. Grassi - Ed. Zanichelli 1982 "Gran Paradiso" Guida dei Monti d'Italia - E. Andreis, R. Chabot e M.C. Santi - CAI/TCI 19800 |